Parma e Cesena corsare: battute Juve e Brescia


DOMENICA, 6 GEN 2011 – Addio sogni di gloria: in una Befana da incubo che porta solo carbone ai bianconeri, il Parma umilia la Juventus con quattro gol e la ridimensiona. Vittime del proprio autolesionismo (Melo si è fatto cacciare in modo assurdo), della iella più nera (Quagliarella si è rotto dopo tre minuti) e dei propri limiti (Amauri inguardabile, alcuni suoi compagni mai all’altezza), la Juve perde cinque punti in due partite (Chievo e Parma) sulla carta abbordabili e si allontana dal vertice. E’ stato Giovinco, sbeffeggiato lo scorso anno e per mezz’ora oggi dal pubblico bianconero, a fare la parte del giustiziere, ma ha completato l’opera un altro ex frettolosamente sbolognato, Palladino, per non parlare di Crespo, 35 anni, ma classe sempre purissima, che alla Juventus sarebbe titolare. Sotto tono anche le prime firme, Krasic, Aquilani, Marchisio e fuori di testa Melo che, sUllo 0-0 e dopo l’uscita di Quagliarella, si è fatto cacciare (giustamente) per una pedata in faccia a Paci. Erano passati solo sedici minuti e la squadra di Del Neri ha così firmato la propria condanna. La sconfitta di oggi è anche il prodotto di scelte sbagliate, come quelle di Grosso, Motta (che ha ceduto il posto a Sorensen, promettente ma acerbo e responsabile dei due primi gol), Sissoko, Amauri e Iaquinta, che sono ormai autentiche palle al piede. Adesso la squadra guarda con un brivido a domenica prossima, quando dovrà fare visita a un Napoli lanciatissimo senza il suo miglior uomo in attacco e quello che a centrocampo aveva finora dato di più, appunto Melo, squalificato. Il rischio è che al giro di boa la Juventus si trovi sorpassata anche da Roma e Inter, lontana da Milan, Lazio e Napoli, insomma fuori dalla zona Champions. La sua partita di oggi è stata di una pochezza impressionante: il primo tiro in porta è arrivato a metà ripresa, con Pepe che ha colpito l’incrocio su punizione. Era stato annullato ai bianconeri l’1-0 per una carica di Chiellini su Mirante e le immagini hanno dimostrato che De Marco aveva ragione. Il gol di Legrottaglie a metà ripresa aveva regalato qualche illusione durata solo un minuto. Il peccato più grave della giornata è stato comunque quello di Melo, che ha lasciato la squadra in dieci per un’ora in un momento delicatissimo, ma soprattutto si poteva evitare una reazione assurda, visto che l’arbitro gli aveva già fischiato il fallo a favore. In dieci, la Juve si è smarrita e lo stesso ha fatto Del Neri, che ha tolto troppo frettolosamente Del Piero, l’unico che avrebbe potuto creare pericoli con palle da fermo. Il Parma, bravissimo, ha aspettato il momento giusto per colpire e lo ha fatto in modo cinico (Storari aveva appena compiuto un miracolo su Crespo) proprio con uno che non segna mai, Giovinco. Troppo facile avere ragione di questa Juventus senza capo né coda. Adesso la parola passa al mercato, perché la squadra ha bisogno non più di una, ma di due punte di valore, una missione quasi impossibile, con le modeste risorse finanziarie a disposizione. Ma l’alternativa è l’ennesima annata da comprimari, con ripercussioni economiche ancora più pesanti per il futuro.CESENA REDIVIVO A BRESCIA – E’ buio pesto per il Brescia che affonda nello scontro salvezza contro il Cesena e si fa scavalcare in classifica dai romagnoli che, oltretutto, hanno ancora una partita da recuperare. Sono stati bravi gli uomini di Ficcadenti a sfruttare due erroracci difensivi di Zebina, decisivi in una gara da 0-0 e, per recuperare il doppio svantaggio, al Brescia non è servito un secondo tempo giocato con autorità dopo il primo tempo più brutto della stagione. Il gol di Eder non è servito a nulla e la strada per la salvezza è davvero tutta in salita per la squadra di Beretta Sceglie il modulo con il trequartista il Brescia, mentre il Cesena si presenta con il consueto 4-3-3. Sia Beretta che Ficcadenti, decidono di far partire dalla panchina i due neo-acquisti, Lanzafame e Sammarco. La gara si sviluppa su ritmi blandi e non riesce a decollare. Le squadre si affrontano soprattutto a centrocampo. La prima occasione al 26′ è del Brescia: Diamanti lancia Caracciolo, la difesa del Cesena non sale e l’attaccante mette palla sul secondo palo dove Eder manca però l’impatto col pallone. Da una grossa occasione fallita dal Brescia si passa all’incredibile errore di Zebina a spianare la strada al vantaggio del Cesena: un appoggio errato di Zebina sottoporta consente a Jimenez di infilzare indisturbato Sereni. E’ il 33′. Ma è una domenica terribile per Zebina perché un altro suo errore al 42′ dà il raddoppio per gli ospiti: corta respinta del difensore e sul pallone arriva Ceccarelli che mettendo palla sotto la traversa firma il suo primo gol in serie A. Piovono fischi sul Brescia. Ad inizio ripresa Beretta fa debuttare Lanzafame e ridisegna la squadra con il 4-3-3. Il Brescia riapre la gara al 4′ con Eder che su suggerimento di Filippini entra in area infilando Antonioli con un rasoterra dalla sinistra. Il gol rivitalizza la squadra di casa che ha decisamente un altro piglio. Al 6′ il Brescia chiede un rigore e invece Eder trova un cartellino giallo per simulazione. Il Cesena soffre, Ficcadenti rivede il centrocampo inserendo Sammarco per Caserta. E’ il Brescia a fare la partita con gli ospiti che quando possono provano a sfruttare il contropiede. Al 25′ provvidenziale l’intervento di Sereni su Budan sugli sviluppi di un angolo. E a nulla serve al Brescia un finale generoso nel quale il pareggio sarebbe stato meritato.

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