Pantani, la madre chiede la riapertura dell’inchiesta


BOLOGNA, 30 LUG. 2009 – "Chiedo di riaprire l’inchiesta sulla morte di mio figlio. La verità potrebbe essere molto vicina". Così Tonina Belletti, madre di Marco Pantani in un’intervista che sarà pubblicata sul settimanale "Vivo" in edicola da domani. La madre, secondo un sunto diffuso dal periodico, racconta che "Marco ha lasciato degli scritti in cui fa nomi e cognomi" e lancia accuse: "E’ stata la fidanzata Christine a fornire a Marco la droga. Se è vero, come c’é scritto lì, che era lei a dargli quella roba, mi sono sentita in dovere di andare dal procuratore e di farglielo vedere". Tonina Belletti punta il dito anche contro il giro di scommesse clandestine: "Anche in Procura ho messo in evidenza soprattutto quello che ha detto Renato Vallanzasca, il boss della Comasina, quando in carcere venne invitato da un amico, pochi giorni prima di Madonna di Campiglio, a scommettere sul vincitore del Giro, che sicuramente non sarebbe stato Pantani". La madre non ha dubbi: "Ho manifestato sempre la mia convinzione che mio figlio sia stato ucciso, che fin da Campiglio ci fosse un complotto contro di lui, e le tante mancanze nelle indagini sulla sua morte fanno pensare ad una leggerezza, se non ad una manchevolezza". A ‘Vivo’ la donna dice anche ad influire sulla morte del figlio "probabilmente furono anche le cattive amicizie, che lo spinsero verso la droga e a isolarsi negli ultimi giorni di vita nel residence dove fu poi trovato morto. Gli hanno detto di prendere queste cose perché gli facevano bene. Poi è finito nel tunnel e non è riuscito più ad uscire".

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