Pagamenti ai fornitori, in ER sono più tempestivi


BOLOGNA, 24 OTT. 2012 – La crisi economica ancora irrisolta e le drammatiche conseguenze del terremoto non piegano le imprese dell’Emilia – Romagna, che anche nel terzo trimestre dell’anno si conferma la regione più virtuosa in Italia per quanto riguarda il rispetto dei tempi di pagamento verso i fornitori. A settembre 2012, infatti, risulta puntuale il 54,9% di imprese emiliano-romagnole contro una media nazionale del 47,3%. Una performance che vale il primo posto nella penisola, staccando Trentino Alto Adige (52,7%) e Veneto (52,5%) posizionati nei gradini inferiori del podio. È quanto risulta dallo Studio Pagamenti 2012 in Emilia Romagna relativo al terzo trimestre 2012 di CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information. Nel dettaglio, a fronte del 54,9% di imprese puntuali, la situazione al 30 settembre 2012 in Emilia Romagna evidenzia il 41,3% di imprese in ritardo moderato che hanno saldato le fatture fino a 30 giorni oltre i termini concordati. Il 2,3% ha invece pagato i propri partner commerciali con un ritardo compreso tra i 30 e i 60 giorni oltre la scadenza, lo 0,9% tra 60 e 90 giorni. Il ritardo grave, infine, ha riguardato una fascia molto contenuta di imprese, precisamente lo 0,3% del totale che hanno onorato gli impegni oltre 90 giorni medi e lo 0,3% oltre i 120 giorni.Nonostante il lieve recupero rispetto allo scorso anno (52,38% di imprese puntuali nel terzo trimestre 2011), restano ancora lontani i livelli pre-crisi: in quattro anni la percentuale di imprese virtuose mostra infatti un calo di 3,1 punti percentuali, passando dal 58% del 2008 al 54,9% attuale. La provincia più virtuosa in Emilia Romagna è Forlì e Cesena, che fa registrare una percentuale di “buoni pagatori” pari al 57,1% del totale. Al secondo posto si colloca Reggio Emilia con il 56,9% di imprese puntuali, al terzo Modena con il 56,3%. Seguono Rimini (55,6%), Parma (55,5%), Ferrara (54,4%) e Bologna (53,7%). Il dato meno positivo si registra nella provincia di Piacenza, dove le imprese pagano entro la scadenza contrattuale solo nel 51% dei casi.“Il fatto che la percentuale di imprese che ritarda i pagamenti sia migliorata negli ultimi mesi non deve trarre in inganno – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B – Sono infatti molte le imprese che hanno incorporato i ritardi nei termini contrattuali, concedendo dilazioni nei pagamenti ai propri clienti e, soprattutto, sono molte le imprese che hanno riscontrato insoluti. A questo riguardo, secondo il nostro Osservatorio sul Credit Management oltre il 75% delle imprese ha avuto un insoluto significativo e quasi il 50% ha avuto un insoluto significativo da clienti con un’anzianità maggiore di 3 anni, cioè proprio da quei clienti ai quali si concede maggiore fiducia, accordando termini più lunghi ed esponendosi maggiormente sul piano finanziario. Riteniamo però che le imprese stiano reagendo nel modo giusto, investendo per rendere più efficaci i processi e le policy per la gestione del credito e dei pagamenti. Quindi, un intervento non a costo zero, ma che potrà dare benefici concreti anche dopo la fine della crisi”.In riferimento alla dimensione aziendale, le imprese emiliano-romagnole mostrano abitudini di pagamento molto divergenti. Le micro realtà mostrano i comportamenti più equilibrati, con il 59,7% di pagatori puntuali. Buona performance anche per le piccole imprese, puntuali nel 48,3% dei casi mentre è ben più critica la situazione delle medie imprese (31,8% di imprese puntuali) e soprattutto delle grandi, regolari solo nel 18,2% dei casi.Notevoli sono anche le differenze fra i diversi settori. Le migliori performance si riscontrano nell’Agricoltura e nei Servizi vari, rispettivamente con il 62,9% ed il 61,9% di “buoni pagatori”. Si distinguono per la minore affidabilità, invece, l’Edilizia con il 51,9% di imprese puntuali e l’Industria e produzione, con il 51,8%. Abitudini di pagamento per classi di ritardo e tipologia di impresa (Fonte Cribis D&B)

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