Pacchetto “insicurezza”: ora tocca alle badanti


5 LUG 2009 – Una ragazza nigeriana di 34 anni, raccontano le cronache di questi giorni, è morta per un’infezione intestinale. L’anziana per cui lavorava, i figli di quest’ultima e lei stessa hanno avuto paura a portarla al pronto soccorso. L’hanno fatta visitare da un medico privato ma era ormai troppo tardi. La denuncia è di Acli-Colf, una delle associazioni che si occupano attivamente dell’assistenza alle badanti straniere. L’organismo di volontariato cattolico cita altri due casi: un’altra ragazza nigeriana, sbattuta fuori in tutta fretta dalla famiglia terrorizzata dal pacchetto “sicurezza”, ha dormito tre giorni per strada finché le sue amiche son riuscite a fare una colletta per pagarle la stanza in un convitto. E poi una giovane brasiliana, appena uscita dall’ospedale, ha trovato nella casa in cui lavorava tutte le sue cose inscatolate per essere portate via all’istante. Episodi di moderna schiavitù a marchio Lega Nord.ADESSO SI SVEGLIA IL CATTOLICO GIOVANARDIEppure persino nel centrodestra, che ha votato compatto le norme xenofobe, qualcuno deve cominciare a vergognarsi, o anche solo a fare un po’ di calcoli politici con l’elettorato cattolico. Il primo è il sottosegretario (modenese) alla famiglia Carlo Giovanardi che chiede la regolarizzazione per gli extracomunitari che sono già in Italia senza permesso di soggiorno, ma con un rapporto di lavoro in corso. Un provvedimento d’urgenza simile alla regolarizzazione attuata nel 2002, prima dell’entrata in vigore della legge Bossi-Fini."Le nuove norme sulla sicurezza saranno efficaci soltanto se accompagnate da un provvedimento indirizzato agli extracomunitari già in Italia con un rapporto di lavoro in essere che non possono trasformare in contratto di lavoro in quanto irregolari – dice Giovanardi all’Ansa – Come responsabile delle politiche familiari di questo governo, chiedo al presidente del Consiglio di mettere all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri un provvedimento d’urgenza, come quello che funzionò benissimo nel secondo governo Berlusconi, soprattutto per quanto riguarda l’emergenza colf e badanti".Il sottosegretario Giovanardi poteva magari pensarci prima di votare lui stesso il decreto legge leghista. Nei giorni scorsi l’Associazione Papa Giovanni XXIII aveva lanciato un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché “l’iter di questa nuova normativa possa essere in qualche modo interrotto”. Così non è stato e adesso in qualche modo persino il governo a guida leghista dovrà metterci un pezza.500 MILA LAVORATRICI A RISCHIONon sono meno di 500 mila, le colf e badanti irregolari in Italia. Su questo dato concordano alcune delle organizzazioni impegnate per i diritti degli immigrati, come la Caritas Italiana e le Acli-colf. L’ultima possibilità per la messa in regola delle badanti è dello scorso anno, il decreto flussi 2008 che appositamente ha previsto l’ingresso per 105.400 collaboratrici familiari. Il provvedimento si aggiungeva alle richieste presentate nel 2007, sempre nell’ambito delle quote annuali dei lavoratori extracomunitari, che per colf e badanti erano state oltre 420 mila su complessive circa 750 mila richieste. Secondo una recente indagine delle Acli-colf, la metà della categoria lavora in nero. Nel nostro paese si contano 600 mila lavoratori domestici regolari, ma considerando il sommerso se ne contano almeno il doppio. Fra le colf e badanti regolari, il 78,7% sono straniere. Le donne sono l’87% fra i lavoratori stranieri, il 96% fra gli italiani. Il 20% proviene dalla Romania, il 12,7% dall’Ucraina, il 9% circa dalle Filippine e il 6% dalla Moldavia. Seguono Perù, Ecuador, Polonia e Sri Lanka, con percentuali che vanno dal 3,6 al 2,8% e rappresentanze minori di numerosi altri Paesi.

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