Ospizi, se l’anziano non paga deve farlo il Comune


PARMA, 25 FEB. 2011 – Le rette per i ricoveri presso case di riposo devono essere pagate dall’anziano stesso. Se il suo reddito non è sufficiente, a saldare le prestazioni fornite dalla Rsa (residenza sanitaria assistenziale) ci deve pensare il Comune. Lo ha stabilito il Tribunale di Parma revocando un decreto ingiuntivo di pagamento che era stato ricevuto dal figlio di un’anziana signora ricoverata in una casa protetta dal ’97 fino al decesso, avvenuto il 5 luglio 2003.Della sentenza ha dato notizia l’associazione Confconsumatori che da anni aspettava questo risultato. Nel caso preso in esame dai giudici, era emerso che l’anziana non era in grado di coprire le spese del ricovero (59.436 euro). Da qui l’ingiunzione nei confronti del figlio del pagamento 54 mila euro. Un atto che si fondava sull’impegno da questi sottoscritto con l’Ausl di Massa al momento del ricovero."Il tribunale di Parma ha però deciso che nulla è dovuto dai parenti delle persone anziani ricoverate nelle Rsa pubbliche", ha spiegato in una conferenza stampa Gianni Franchi, legale di Confconsumatori. L’ente erogatore del servizio assistenziale, insomma, non può agire nei confronti del componente il nucleo familiare di chi richiede la prestazione sociale agevolata."Tutti fanno firmare la lettera di impegno – ha specificato Franchi -, ma per il Tribunale di Parma si tratta soltanto di una richiesta di ricovero. E’ vero che c’è un’altra sentenza del Tribunale di Ferrara che indica l’impegno come vincolante, ma è anche vero che una sentenza della Cassazione dice che queste lettere d’impegno possono essere rese inefficaci mediante un semplice recesso, vale a dire una lettera di revoca".Se il pronunciamento del Tribunale di Parma è una buona notizia per i parenti di persone anziane, molto meno lo è per i Comuni. In caso di conferma anche nei prossimi gradi di giudizio, sarebbero appunto i Comuni a doversi sobbarcare delle rette degli ospizi. Cifre non di poco conto, soprattutto visto la situazione finanziaria in cui già versano gli enti locali. Col problema, in più, che la sentenza prevede che si possa chiedere indietro quanto già versato.

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