Oro nello slalom a Razzoli: dulcis in fundo


LENZERHEIDE (SVIZZERA), 19 MAR. 2011 – E’ stato necessario aspettare tutta la stagione, ma Giuliano Razzoli è tornato finalmente sul gradino più alto del podio dopo la vittoria olimpica di Vancouver 2010, alla fine di un’annata tribolata e sfortunata. Il campione emiliano ce l’ha fatta a Lenzerheide, nell’ultima gara di Coppa del mondo, nella nebbia e su una pista dalla fradicia neve primaverile tenuta insieme dai solfati. Ottavo dopo la prima manche, Razzoli ha attaccato alla grande nella seconda, portando a termine una splendida rimonta e lasciandosi alle spalle, per soli tre centesimi, l’austriaco Mario Matt, mentre terzo è finito il tedesco Felix Neureuther. "E’ stata una stagione durissima, iniziata con un incidente, andata avanti con tanto lavoro ma anche con errori in qualche gara e pure un po’ di sfortuna. Ma io meritavo di più e lo sapevo: finalmente sono tornato a vincere. E’ stata una stagione che mi ha insegnato molto", dice pieno di gioia il 26enne azzurro dell’Esercito. Felice così, ed avvolto nel tricolore, lo si era visto solo a Vancouver. Per lui questa è la seconda vittoria in Cdm ed il secondo podio stagionale. "Per Giuliano ci voleva proprio: ha lavorato un sacco, ha avuto un po’ di sfortuna ma ha tenuto. Adesso è tornato anche nel primo gruppo e ripartirà con rinnovato slancio negli allenamenti per la prossima stagione. Meglio di così non poteva andare", commenta a sua volta felicisssimo il ct Claudio Ravetto. E poi è tutto un coro a squarciagola al momento della premiazione, con l’Inno di Mameli che avvolge Il traguardo di Lenzerheide: una vittoria per i 150 anni dell’Italia. L’altro vincitore della giornata è stato il croato Ivica Kostelic che – dopo la Coppa del mondo e quella di supercombinata – è riuscito a portarsi a casa anche la Coppa di speciale pur disputando la più brutta gara della stagione. Kostelic, infatti, è finito solo diciottesimo e dunque senza far punti. Ma il suo rivale più immediato e pericoloso, il francese Jean Baptiste Grange, era finito fuori già nella prima manche. L’altro teorico rivale, lo svedese Andre Myhrer, a quel punto avrebbe dovuto vincere la gara, ma è finito solo sesto. Per l’Italia – dopo una eccellente prima manche con Manfred Moelgg terzo e Cristian Deville quinto – oltre al successo di Razzoli non ci sono stati oggi altri risultati significativi. Neve fracida e nebbia traditrice hanno causato errori, relegando Moelgg all’ottavo posto, Cristof Innerhofer al sedicesimo (meglio di Kostelic) e Cristian Deville, il più sfortunato, in coda alla classifica, in ventiduesima posizione, per un erroraccio. Domani si chiude con la gara a squadre valida per il punteggio per nazioni: l’Italia è solidamente al terzo posto.

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