Ore 21.15: Eleonora è salva!


L’AQUILA, 7 APR. 2009 – 42 ore sotto le macerie di una palazzina crollata nei pressi del centro storico dell’Aquila, sotto Villa Gioia. Eppure Eleonora Calesini, 20 anni, di Mondaino (Rimini) era viva e i soccorritori l’hanno estratta alle 21.15 di martedì dalle macerie dell’edificio di cinque piani crollato in via Poggio all’Aquila, dove viveva con altre studentesse.Eleonora è in buone condizioni ed è stata trasportata in elicottero insieme a un’amica in un ospedale, probabilmente del teramano: la notizia è stata riferita dal padre della ragazza, all’Aquila da due giorni, direttamente al sindaco di Mondaino, Luigi Casadei, che invece era rimasto in Romagna accanto al resto della famiglia Calesini, con la madre e il fratello della ragazza. All’arrivo della notizia a casa si sono sentite urla di gioia e pianti di commozione. Qualcuno ha gridato al miracolo.Eleonora era incastrata in una sorta di nicchia formata dai pilastri di cemento armato che le ha consentito di sopravvivere anche alle ulteriori scosse che ci sono state dalla notte di domenica, in particolare a quella violentissima delle 19.45. La ragazza era incastrata, hanno spiegato i vigili del fuoco di Venezia e Cuneo che hanno effettuato il salvataggio, e aveva un braccio schiacciato e una gamba bloccata sotto un grosso pezzo di cemento."Appena l’abbiamo individuata – racconta Bruno, il vigile del fuoco che l’ha estratta – abbiamo puntellato le macerie per evitare che ci franassero addosso. Lei era cosciente e ci parlava durante tutte le operazioni di soccorso"."Ci è andata bene", aggiungono i vigili della squadra di Cuneo e Venezia che sono arrivati all’Aquila ieri sera alle 23 dopo un viaggio di 900 chilometri.Eleonora ha problemi di udito e si temeva che poteva essere più difficile salvarla per le eventuali difficoltà nel sentire i richiami dei soccorritori. Di solito infatti la giovane usa un apparecchio per l’udito, ma di notte lo ripone e la scossa che aveva fatto crollare la casa dove abitava era appunto quella di domenica notte alle 3.32. A Mondaino l’intero paese si era stretto attorno alla famiglia, anche il parroco. E il sindaco aveva inviato un’auto del Comune romagnolo all’Aquila, con coperte e ricambi per il padre e lo zio di Eleonora che da allora non hanno dormito per cercarla: a volte hanno scavato anche loro tra le macerie, anche sotto la pioggia.

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