Ora di religione: solidarietà al professore sospeso


2 GIU. 2009 – La solidarietà ad Alberto Marani (questo il nome del docente cesenate sospeso per aver compiuto un “sondaggio” sul gradimento da parte degli studenti di alternative all’ora di religione) non si è fatta attendere. Per domani è previsto un sit-in di solidarietà davanti alla sua scuola lo scientifico Righi di Cesena, dal quale l’ufficio provinciale scolastico lo ha sospeso per due mesi con il taglio di mezzo stipendio.Particolarmente grave la motivazione del provvedimento e cioè quella di aver chiesto ai suoi studenti quale materia avrebbero scelto (se ne avessero avuto la libertà) tra Religione cattolica, Storia delle religioni e Diritti umani. La maggioranza degli interpellati (quasi il 90% in verità) non aveva indicato la religione cattolica; un dato che ha fatto scattare immediatamente la censura nei confronti del professore, la denuncia di un collega e il consueto contorno intimidatorio a cui l’Italia berlusconiana (e rutelliana) ci ha abituati.Molto netta la dichiarazione di Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas della scuola: “Ancora un attacco clericale alla laicità della scuola. Solo l’11% degli studenti, da quanto è emerso, sceglierebbe Religione cattolica e il Collegio docenti aveva recepito le proposte di Marani, deliberando la necessità di offrire agli studenti la materia alternativa. La cosa ha fatto infuriare gli insegnanti di religione e i cattolici integralisti nel liceo, che si sono rivolti all’Ufficio scolastico regionale sostenendo che il docente avrebbe offeso, con quel questionario, il collega di religione. È scattata così la sanzione, inaudita e pesantissima. Difenderemo Marani con tutti gli strumenti a disposizione: giuridici, sindacali e politici”.Insomma l’ora di religione non si tocca; chi la tocca “muore” per così dire, sembrano dire i cattolici, che si piuttosto faccia gli affari suoi e le materie sue. Peccato per loro che la libertà di religione sia un argomento sul quale tutti (ancora per un po’) possono esprimersi e non è lasciato solo ai cattolici più o meno integralisti.Lo stesso professor Marani aveva avanzato la proposta di programmare una materia alternativa alla religione cattolica al collegio docenti del Righi. I docenti in novembre avevano stabilito che la materia alternativa dovesse essere programmata e inserita nel Piano dell’offerta formativa. Dice adesso Marani: “Nessuno dei 130 docenti del Collegio ha avuto da ridire sul questionario, né la Dirigente, né lo stesso don Pasolini, presente al Collegio. Solo due mesi dopo, nel gennaio 2009, con l’arrivo di un’ispettrice, si è saputo che don Pasolini aveva protestato presso l’Ufficio scolastico regionale, con una lettera inviata segretamente, mai resa nota a me né ad alcuno del liceo”. Don Pasolini (absit iniuria verbis) è naturalmente l’insegnante di religione della scuola. Un comportamento come si vede, se la ricostruzione del professore è corretta, davvero poco coraggioso.Marani è poi intervenuto anche sul blog nochiesa.blogspot.com: il questionario, ha raccontato, aveva il solo scopo di ottenere elementi indicativi per dimostrare che la richiesta di materia alternativa era molto molto più elevata di quello che risultava dalle scelte operate in sede di iscrizione visto che “l’anno scorso solo 2 alunni su 1300 l’hanno chiesta, quando in realtà oltre l’80% la vorrebbero”. Una verità con la quale gli insegnanti di religione farebbero meglio a fare i conti, senza far finta che non esista.Sulla rete intanto si segnalano le prime “mobilitazioni virtuali”, come quella degli Atei&Agnostici italiani su Facebook.

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