Ora di religione: “Punito per un reato d’opinione”


CESENA, 3 GIU. 2009 – Un volantinaggio davanti al liceo scientifico Righi di Cesena, per protestare contro la sospensione per due mesi dal lavoro (a stipendio dimezzato) dell’insegnante di matematica e fisica Alberto Marani che aveva distribuito tra gli studenti un questionario sull’ora di religione. Lo hanno organizzato i sindacalisti Cobas e i Verdi per chiedere la cancellazione "dell’ingiustificato e gravissimo provvedimento".Marani non ha partecipato alla manifestazione, ma rispondendo al telefono al Tg3 ha definito "inaudito" il provvedimento. "Sei mesi di sospensione normalmente vengono dati a un docente che violenta un’alunna", ha commentato il professore ricordando che il provvedimento ha anche provocato un danno agli studenti, privati dell’insegnante a quindici giorni dalla fine dell’anno. "La laicità non esiste. Nelle scuole abitualmente si interrompono le lezioni per mandare gli alunni a messa, che è una cosa del tutto illegale condannata da numerose sentenze ma che si continua a fare", ha aggiunto Marani.I Cobas segnalano che, di fatto, il docente è stato punito per "un reato di opinione". In questo modo a loro avviso va considerata la distribuzione di un questionario sull’ora alternativa all’insegnamento della religione alle superiori. Ieri il portavoce nazionale Piero Bernocchi aveva parlato di un nuovo "attacco clericale alla laicità della scuola", ricordando che in base al questionario "solo l’11%, sceglierebbe l’insegnamento della Religione cattolica".E L’UFFICIO SCOLASTICO MINACCIA QUERELEIntanto l’ufficio scolastico regionale minaccia querele contro chi ha raccontato la vicenda: “Fatti come questi – afferma una nota – devono rimanere nella sfera loro propria, quella fisiologica dei procedimenti disciplinari. Si diffidano pertanto gli organi di stampa e televisivi dal continuare a dare una rappresentazione capziosa dei fatti. L’Ufficio Scolastico Regionale si riserva, inoltre, di valutare eventuali azioni a tutela dell’Amministrazione anche nelle competenti sedi giurisdizionali”. Secondo l’ufficio scolastico, infatti, quella del questionario è solo una delle accuse mosse al professore. La nota conferma comunque che al docente viene contestato il fatto di essersi occupato di una materia che non era la sua, una rappresentazione della scuola a compartimenti stagni.

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