Operaio morto al porto di Ravenna: tre condanne e otto assoluzioni


RAVENNA, 27 LUG 2009 – Tre condanne, per un totale di due anni e otto mesi di reclusione, e otto assoluzioni: è l’esito del processo con rito abbreviato per la morte di Luca Vertullo, il portuale di 22 anni deceduto al suo primo giorno di lavoro il primo settembre 2006 nel traghetto ‘Espresso Catania’ in partenza da Ravenna.Vertullo, assunto come interinale dalla compagnia portuale di Ravenna, venne travolto da un rimorchio in fase di parcheggio nella stiva della nave. Il pm Cristina D’Aniello, al termine della sua requisitoria di martedì scorso, aveva chiesto quattro assoluzioni e sette condanne per un totale di 12 anni e 4 mesi di pena. Tra i condannati (a otto mesi di reclusione e a venti giorni di arresto) anche Massimo Verità, socio della Cooperativa e "caponave" in turno il giorno della sciagura; per lui la pubblica accusa aveva chiesto invece l’assoluzione.Gli altri due condannati sono Roberto Casadio, legale rappresentante della Cooperativa portuale, a cui è stata inflitta una pena a un anno di reclusione e trenta giorni di arresto e Michele Incardona, imprenditore di Comiso (Ragusa), per il quale è stata emessa una condanna a un anno di reclusione e venti giorni di arresto. Incardona era il titolare del rimorchio che investì Vertullo, le indagini appurarono che quel carico era in sovrappeso.Assolti "perché il fatto non sussiste" Roberto Rubboli, rappresentante legale della Compagnia portuale e consigliere comunale del Pd a Ravenna, Isidoro Mucciolini (legale rappresentante della Compagnia portuale), Roberto Antonioli (responsabile del Servizio di prevenzione e protezione della Impresa Compagnia portuale), Luca Antonellini, legale rappresentante della T&C (società a cui la Tirrenia aveva appaltato l’ imbarco dei mezzi, poi subappaltati alla Compagnia portuale di Ravenna), William Dosi, responsabile del Servizio di prevenzione e protezione della T&C traghetti e Giuseppe Poggiali, legale rappresentante della Spedra spa, società che allora era incaricata di predisporre il piano di carico. Per Poggiali anche il pm aveva chiesto l’assoluzione. Assolto "per non aver commesso il fatto" anche l’altro "caponave" Pietro Casadei e perché il "fatto non costituisce reato" Francesco Conficconi, il portuale alla guida del trattore che trainava il rimorchio che travolse Vertullo. Anche per questi ultimi due imputati il pm D’Aniello aveva chiesto l’assoluzione.Il gup Cecilia Calandra ha tenuto conto sia delle attenuanti generiche sia dell’avvenuto risarcimento alla famiglia del ragazzo. Nell’aprile scorso Paolo Grassi, comandante del traghetto Espresso Catania, aveva invece già patteggiato dieci mesi, mentre altri due indagati avevano scelto il processo con rito ordinario: si tratta di Mario Padroni (dipendente del Servizio prevenzione e protezione della Compagnia portuale) e Vincenzo Trestino, che del traghetto era allora primo ufficiale. Una sentenza di non luogo a procedere era invece stata emessa dal giudice Calandra per altri due manager della Tirrenia: Franco Pecorini (legale rappresentante) e Roberto Tana (presidente). Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro 90 giorni.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet