Operai che manifestano contro altri operai


©Trc-TelemodenaMODENA, 18 APR. 2011 – Centoventi dipendenti, oltre un quarto del totale, in protesta davanti alla Prefettura di Modena. Non contro l’azienda, per una volta, ma contro un picchetto di colleghi che ha paralizzato l’azienda stessa. La situazione della Terim, l’azienda specializzata in cucine con una sede produttiva a Rubiera e una a Baggiovara, si complica ulteriormente: prima l’annuncio della proprietà, “mobilità incentivata per venticinque esuberi”. Poi la protesta: a Baggiovara, sito di produzione delle lamiere, una trentina di persone piantona tutt’ora l’ingresso agli operai bloccando, di fatto, la produzione.Lo striscione parla chiaro, così come impiegati e operai protagonisti della contro-protesta: non si vuole che i picchetti mettano a repentaglio il lavoro di altri, o provochino danni irreparabili all’azienda, proprio attraverso il blocco di Baggiovara. C’è stima, invece, nei confronti della proprietà di Terim, nonostante i tagli annunciati al personale.Il breve incontro col viceprefetto Ventura verte su due temi fondamentali: il primo è la necessità di riaprire lo stabilimento di Baggiovara dopo sette giorni lavorativi perduti; il secondo è la particolare composizione del picchetto davanti alla sede, che assieme a pochi dipendenti vede schierati, a detta dei manifestanti, anche attivisti dei centri sociali o fuoriusciti del sindacato Fiom. La garanzia della Prefettura è che il caso Terim sia già nell’agenda. Si attende ora l’esito dell’incontro fra proprietà e confindustria, per passare all’azione contro gli occupanti.

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