Oncologo in sciopero della fame per ottenere i collaboratori


MODENA, 5 FEB. 2010 – E’ il direttore della cattedra di oncologia medica dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ma da ieri non lavora. Il professor Massimo Federico ha deciso di iniziare lo sciopero della fame e di stazionare tutto il tempo davanti alla porta del direttore del Policlinico in attesa di essere ricevuto. Protesta perché per i cinque collaboratori che lo assistono nelle sue attività di ricerca sui tumori non ci sarà un contratto. A settembre gli era stato promesso che 5 suoi collaboratori avrebbero avuto un contratto dall’ospedale, in modo da poter assistere gli ammalati, "Non mi era stato detto che non c’erano i soldi – ha raccontato ai giornalisti – quattro mesi fa è stata chiusa una trattativa per il budget del 2010 e mi avevano assicurato la disponibilità. Avrebbero dovuto dirmelo allora che non c’erano risorse, ci saremmo impegnati diversamente."In risposta alla protesta la direzione del Policlinico ha fatto sapere di aver già dato risposte al professor Federico sulle linee di lavoro e gli obiettivi di bilancio 2010. Il Direttore Generale Cencetti ha, inoltre, convocato nei prossimi giorni, in accordo con il Direttore di Dipartimento, il professor Giuseppe Torelli, il comitato direttivo di Oncologia per analizzare in maniera ancora più approfondita tutta la programmazione annuale.E oggi è arrivata anche la replica del rettore dell’Università di Modena, Aldo Tomasi, che ha escluso l’esistenza di un complotto contro Federico. "C’é un problema generale di tutto l’Ateneo e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico cui è collegato – ha detto Tomasi – Nessuna ritorsione o complotto, invece, ai danni del professor Federico". Il rettore ha chiamato a raccolta questa mattina i direttori dei vari dipartimenti integrati della struttura e il preside della Facoltà di Medicina, sottolineando assieme a loro le carenze di risorse che attanagliano la realtà ospedaliera-universitaria. Motivo per il quale – si è sostenuto – sono stati anche ridotti i contratti di collaborazione. Tomasi ha poi invitato Federico a "desistere da questa sua protesta" e a "continuare secondo le regole ed il buon governo del Policlinico".Il direttore del dipartimento di Oncologia, Giuseppe Torelli, ha detto di "non approvare la forma di protesta del professor Federico", ma anche che lui stesso "continuerà a protestare con la direzione per avere più risorse".I sindacati Anaao-Assomed e Cgil Medici del Policlinico di Modena giudicano "completamente sbagliato sia il metodo che il modo adottato dal professor Federico. Le vie per affrontare i problemi sono altre – si legge in una nota – e la demagogia non aiuta a risolverli. Il confronto con la direzione è sempre stato in questi anni franco e aperto, seppur a volte conflittuale. Questo confronto istituzionale ha portato a buoni risultati. I comitati e i consigli di dipartimento costituiscono altresì luoghi dove si possono affrontare proficuamente i problemi. Riteniamo che sia questa la strada giusta da perseguire e non improbabili iniziative.

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