Omsa, in piazza per fermare la chiusura


FAENZA (RA), 16 GEN. 2010 – Una bara nera di cartone con su scritto Omsa. E’ una delle immagini della manifestazione dei lavoratori del calzificio di Faenza. Più di mille persone hanno sfilato per le vie della città romagnola sino a piazza Nenni. A preoccupare è il futuro occupazionale per i 350 lavoratori dello stabilimento, di cui 320 donne. Per molti di loro la cassa integrazione scade a metà marzo. La prima scadenza è l’incontro tra azienda e sindacati in programma mercoledì 20. Poi è previsto un tavolo istituzionale di crisi con sede a Faenza promosso dalla Regione, che dovrebbe coinvolgere anche i ministeri interessati. Il corteo di oggi organizzato dai sindacati di categoria faentini e dalle organizzazioni confederali provinciali, ha pure detto no alla delocalizzazione all’estero degli impiantiOmsa è un marchio storico per Faenza, nato nel 1939. Ha sei stabilimenti, cinque in Italia, uno in Serbia. In totale sono 600 i dipendenti in esubero, ha comunicato l’azienda. "L’Omsa significa per la Romagna quello che Termini Imerese significa per la Sicilia, perché rappresenta e ha rappresentato negli anni un tessuto importante" ha detto Idilio Galeotti, segretario della Cgil Faenza. Lunedì scorso la Giunta regionale si è unita alle posizioni delle organizzazioni sindacali, considerando "inaccettabile – è stata la nota della Regione – una decisione di cessazione dell’attività produttiva dello stabilimento faentino. Una tale scelta deriverebbe soltanto dalla volontà di puntare su una strategia di delocalizzazione delle attività in altri Paesi e colpirebbe in modo altrettanto inaccettabile un’occupazione interamente femminile, preziosa per l’Emilia-Romagna. Una tale scelta segnerebbe un esempio del tutto negativo di comportamento da parte di un grande gruppo industriale italiano che dovrebbe invece sostenere e rilanciare, proprio in una situazione di crisi generale, il made in Italy."Al termine della manifestazione di oggi, Femca-Cisl, Filtea-Cgil e Uilta-Uil con un comunicato hanno rigraziato "i lavoratori degli altri settori e la cittadinanza che, partecipando, hanno dato un contributo significativo alla nostra vertenza".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet