Omsa, il boicottaggio fa breccia su facebook


3 GEN. 2012 – Senza futuro e senza armi in mano. Sono i dipendenti perdenti posto della Omsa di Faenza. 239 persone, quasi tutte donne. Un potere in realtà ce l’hanno. E’ di tipo persuasivo e sta ottenendo ottimi risultati. Su una pagina di Facebook stanno infatti arrivando una marea di utenti pronti ad aderire al boicottaggio di tutti i prodotti della Golden Lady, società proprietaria della Omsa e decisa a delocalizzare la produzione in Serbia. Attiva da un paio di giorni, la pagina creata da Massimo Malerba – che rilancia il ‘Mai più Omsa’ anche su ‘Il Post viola’, blog ufficiale del Popolo Viola – ha già raccolto 20.016 partecipanti al ‘boicottaggio’ (ma il ritmo di crescita è rapidissimo: più di dieci al minuto) mentre gli incerti superano i 1.300 e gli invitati sfondano il tetto dei 222.400: chiunque clicchi su Facebook il bottone ‘partecipero’, infatti, si impegna a non acquistare prodotti Omsa e Golden Lady e a invitare amici e parenti a fare altrettanto, oltre a invitare almeno 10 amici a quest’evento.Massimo Malerba è lo stesso attivista promotore delle iniziative ‘battiquorum’ e ‘taxiquorum’, veri e propri tam tam nel ciberspazio per portare al voto gli elettori lo scorso referendum di giugno. "La decisione di chiudere lo stabilimento di Faenza per riaprirlo in Serbia non ha giustificazione – si legge sulla pagina sul social network -: la Omsa, infatti, non è in crisi, produce e vende tantissimo, si fregia del marchio ‘Made in Italy’ e in Italia ha il grosso del suo mercato. Ma in Serbia, forse, può sfruttare meglio chi lavora". Pertanto, viene scritto dal promotore dell’evento, "abbiamo poche settimane di tempo per convincerli a non chiudere, a non mandare centinaia di famiglie sul lastrico. Per farlo dobbiamo farci sentire. Vincere questa battaglia significa lanciare un monito a tutte le aziende che, dopo aver goduto per decenni di benefici e sovvenzioni, in un momento di crisi del Paese, abbandonano la nave al solo scopo di fare qualche profitto in più sfruttando manodopera a basso costo all’estero". E se sulla pagina Fb e su quella del Popolo Viola compaiono anche tutti i marchi che fanno capo alla Golden Lady, sul blog del Popolo Viola compare anche l’invito a scrivere sulla bacheca Facebook della Omsa: un appello cui moltissimi navigatori del web hanno aderito. ‘Vergogna’, la parola senza dubbio più utilizzata.Negli scorsi mesi la vicenda Omsa aveva ricevuto diversa attenzione mediatica. Oltre a una pagina Facebook attiva da tempo, intitolata ‘Boicotta Omsa’, il caso era stato seguito con attenzione dalla stampa locale e nazionale, da esponenti dell’Italia dei Valori (lo stesso Antonio Di Pietro ha definito la scelta del licenziamento collettivo un " grave atto intimidatorio"), da diverse trasmissioni televisive, tra cui ‘Annozero’ mentre le lavoratrici dello stabilimento faentino hanno dato vita a diversi interventi teatrali in giro per il Paese, grazie alle cosiddette ‘Brigate Teatrali’, gruppo di persone che ha deciso di rendere continuativa la propria attività per portare avanti le istanze delle lavoratrici dell’Omsa.

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