Omicidio di Sassuolo: fermati i presunti aggressori


© Trc-Telemodena 3 MAG 2009 – Erano almeno una quindicina le persone presenti ieri sera al Bar Nuova Caffetteria di via Radici in Piano a Sassuolo, quando, intorno alle 19, è scoppiata una rissa tra tre extracomunitari. Si parla di un regolamento di conti per una partita di droga non pagata. Irrisoria la cifra: forse 90 euro. Ad avere la peggio Moustapha El Alamine, marocchino di 42 anni, ucciso con due coltellate sulla strada a pochi metri dal bar, vicino ad un rivenditore di kebab, un phone center e un market africano. Pare che, dopo un brevissimo inseguimento, i due assassini abbiano raggiunto la vittima di fronte ad una casa abbandonata. Questa mattina sul selciato c’erano ancora le macchie di sangue. Fermati dai carabinieri nella notte i due presunti autori dell’omicidio, entrambi trentenni, clandestini: Mohamed Okaya, marocchino e Hamid Mohamed, iracheno. Dopo il delitto, i malviventi si erano separati dandosi alla fuga per le vie del centro di Sassuolo. Trovati nella notte rispettivamente in via Ancora e in via Radici in Monte, sono stati fermati dalle forze dell’ordine. Pare che l’esecutore materiale sia stato Okaya che, armato di un grosso coltello da cucina, avrebbe colpito all’addome Moustapha El Alamine. Il complice, Hamid Mohamed, era pregiudicato, destinatario di un ordine di carcerazione per reati in materia di immigrazione clandestina. Sul luogo del delitto, ieri sera un’ambulanza del 118, ma per la vittima non c’è stato nulla da fare. El Alamine viveva in Italia da circa 14 anni, era al momento disoccupato e non era sposato; viveva a pochi metri dal luogo dell’omicidio, in via Radici in Piano 342. E sull’accaduto a Sassuolo divampa la polemica politica. Il Sindaco Graziano Pattuzzi chiede al Prefetto un incontro urgente del Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica. E sull’arresto degli aggressori afferma che si tratta di "un’operazione tanto importante quanto tempestiva che non solo ha provveduto immediatamente a fermare i due presunti autori dell’omicidio, ma ha dato un chiaro segnale a tutta Sassuolo: tolleranza zero contro il crimine". Il candidato sindaco del Pdl, Luca Caselli, invita a riflettere sui cosiddetti “ghetti” che si sono formati in città e promette la chiusura di phone center e negozi etnici, in caso di vittoria elettorale. Accuse a Pattuzzi arrivano dal gruppo consiliare della Lega Nord, che chiede repressione. Invita, infine, a non strumentalizzare l’accaduto il segretario provinciale del Pd Stefano Bonaccini, che difende l’operato dell’amministrazione comunale negli ultimi anni in materia di degrado e sicurezza. di Cristina Provenzano

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