OMC: in Romagna si parla di Libia


RAVENNA, 21 MAR. 2011 – Gli scontri in Libia ci interessano da vicino, per la prossimità geografica ma soprattutto per le conseguenze di tipo economico. Non stupisce, dunque, che presentando l’Offshore Mediterranean Conference (Omc), la manifestazione dedicata al mondo degli idrocarburi che si terra a Ravenna da mercoledì a venerdì, il presidente Innocenzo Titone metta al centro gli effetti che gli eventi di questi giorni avranno sulla produzione petrolifera. "La Libia ha sempre mantenuto gli impegni – ha detto – sono convinto che i contratti in essere verranno rispettati una volta terminata l’azione dell’Onu e superata la fase di incertezza. L’Italia d’altronde è uno sbocco privilegiato per la produzione libica di idrocarburi". All’Omc, pur in assenza di Tripoli, ci saranno 12 delegazioni straniere (Algeria, Angola, Australia, Azerbaijan, Cina, Egitto, Kazakhstan, Mali, Norvegia, Qatar, Turchia, Turkmenistan) e 470 espositori provenienti da 25 Paesi. Un’edizione, la decima, che tratterà anche di quanto sta avvenendo nel mondo arabo. E che si annuncia da record: 26% in più di aziende espositrici, 20% in più di visitatori prenotati. Ad inaugurarla sarà il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia Stefano Saglia. Due le sessioni plenarie, con l’intervento delle principali compagnie petrolifere: una il giorno di apertura legata alla sfida energetica compatibile con l’ambiente, e una venerdì, in chiusura, sull’incidente del pozzo Macondo nel Golfo del Messico. "Quest’anno – ha detto Titone – l’Omc rappresenta un’occasione unica per tutti gli operatori per confrontarsi sui cambiamenti in corso nell’upstream petrolifero alla luce del mutato scenario economico, della volatilità delle quotazioni del greggio, dei disordini in Nord Africa e delle misure restrittive adottate dopo l’incidente del Macondo". "Il decreto dello scorso giugno – ha rilevato Franco Nanni, presidente del Roca, l’associazione che raggruppa le aziende del distretto offhsore ravennate, il più importante d’Italia – impedisce la ricerca e l’intervento in pozzi, praticamente bloccando l’attività offshore in Italia. I vecchi pozzi sono in esaurimento, così l’attività si sta fermando. Le aziende ravennati ora soffrono anche delle situazione geopolitica del Nord Africa e della Penisola Arabica. Sperando che si risolvano le serie instabilità politiche, le aziende si orientano anche sull’Africa occidentale"."Ogni edizione di Omc – ha ricordato il presidente della Camera di commercio, Gianfranco Bessi, sottolineando anche le positive ricadute sulla città di Ravenna – ha sempre affrontato temi strategici e di assoluta attualità. Penso alle edizioni scorse quando sono stati trattati il ruolo del Mediterraneo nello scenario mondiale dell’oil e gas, oppure quando si è discusso del rilancio dell’attività estrattiva in Italia. Temi anche in questi giorni al centro del dibattito. Questa decima edizione cade in un momento molto particolare, diversi Paesi (uno su tutti, la Libia) che basano molto della loro economia sull’estrazione di idrocarburi sono interessati da disordini politici e sociali. A Omc sarà possibile trarre prime valutazioni sugli effetti di questa crisi".

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