Oltrepò


23 NOV 2009 – La “clandestinità” non è un vero reato. Cioè, lo è nella nostra legislazione da poco più di un anno e lo è nella mente del Ku Klux Klan nostrano, la Lega Nord. Ma di fatto è una condizione che non lede alcun interesse, e soprattutto non è un reato contro le persone o contro il patrimonio. Se il mio vicino di casa, insomma, ha in tasca o meno un foglio che lo autorizza a stare in Italia a me non cambia nulla. Non mi viene nessun danno e neppure ne ho qualche vantaggio in caso contrario. Attiene ai rapporti tra lui/lei e la pubblica amministrazione.Eppure è del contrasto di questo reato immaginario che un po’ di politici “stronzi” (è così che li chiama, giustamente, il presidente della Camera, il bolognese Gianfranco Fini) si fanno belli per sostenere l’efficacia della loro azione di governo. Tutto il resto va a catafascio, le carceri esplodono (ne abbiamo parlato a lungo nei giorni scorsi), l’economia chissà. Ma almeno sul fronte clandestini il successo è evidente.San Martino dall’Argine è un paesino piccolo piccolo del mantovano, appena passato il Po da Brescello (il paese di Peppone e Don Camillo). Non succede nulla a San Martino dall’Argine. Salvo che il sindaco leghista non si inventi che i cittadini devono denunciare i clandestini (nessuno li denuncia, anche perché non ce ne sono tra i pochi immigrati presenti). Una furbata notevole: come creare una crisi dal nulla assoluto e poi far finta di risolverla col pugno di ferro.Sempre quei simpaticoni della Lega a Coccaglio (una quarantina di chilometri più a nord, ma sempre in zona) si inventano l’operazione “White Christmas” di cui hanno parlato a lungo i giornali di questi giorni. Alla faccia della tradizione, del Natale in cui siamo tutti più buoni eccetera, a Coccaglio fanno il Natale in cui siamo tutti più “stronzi”. Una volta tanto un po’ di “neri” (marocchini, tunisini, senegalesi) si arrabbiano e fanno una manifestazione sotto il comune. Il sindaco leghista Claretti non ci sta, quelli sono clandestini venuti da fuori a disturbare il suo bel giochino con i cappucci bianchi e le torce.Ma non illudiamoci troppo. Questo fascismo non si ferma al Po, ma dilaga anche nelle terre emiliane e romagnole. Fascista vi sembra un termine eccessivo? Tipo “stronzo”, insomma? Ma il fascismo non è che arriva d’improvviso, non è che c’è o no c’è. Il ritorno del fascismo in Italia è fatto di tanti piccoli avvenimenti, spesso sottovalutati. Non arriva con la Marcia su Roma, stavolta, ma con le goliardate dei leghisti.E con l’acquiescenza di chi leghista non è. Degli amministratori di centrosinistra che pure il reato di clandestinità l’avevano condannato. Prendete Reggio Emilia, città teoricamente ancora intatta dal morbo leghista. Finalmente, con l’appoggio dichiarato dell’assessore alla sicurezza, le forze dell’ordine decidono di occuparsi di un pezzo del centro storico un po’ abbandonato a se stesso. Lo fanno con un dispiego di forze hollywoodiano: macchine della polizia, dei carabinieri, della finanza, persino del corpo forestale dello stato. Cani anti-droga. Camioncini verso i quali vengono avviati gli stranieri trovati senza documenti (letteralmente, uno era sceso a buttare la spazzatura lasciando i documenti “regolari” a casa e ha passato una notte in cella). Il bilancio alla fine lo sentiamo al Tg di Telereggio: 182 persone controllate, 8 segnalate per detenzione (non spaccio) di sostanze stupefacenti. E 4 arrestati. Arrestati appunto per il reato di clandestinità. Un reato che l’anno scorso non esisteva neanche e che ancora oggi continua a non far male a nessuno.Lo scandalo è che nessuno si chiede, scrivendo e leggendo queste cifre: ma che emergenza è stata affrontata e risolta? A che tipo di degrado stanno mettendo mano l’amministrazione dello Stato e quella locale di centrosinistra? Alla mancanza dei requisiti legali per il soggiorno nel nostro Paese? Non sarebbe meglio occuparsi del mancato controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine (causato dai tagli costanti alle risorse da parte del governo leghista)? O, da parte dell’amministrazione locale, di ricucire il dialogo tra i cittadini (poco importa se reggiani doc o meno)?Troppo difficile, poco mediatico. Meglio i controlli inter-forze ripresi dalle telecamere. Come lo racconti, come lo fai vedere il dialogo sociale? E allora, non lamentiamoci troppo del “White Christmas” bresciano.Come cantava Judy Garland: “Have Yourself A Merry Little Christmas”, Emilia.

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