Oltre 228 mila chiedono aiuto per il cibo


Sono esattamente 228.591 i cittadini che nel 2013 sono stati costretti a chiedere aiuto per mangiare: il 14% in più rispetto allo scorso anno e il 40,16% in più rispetto al 2010, con un aumento di oltre 65 mila persone in tre anni. I dati sono di Coldiretti Emilia-Romagna sulla base del Dossier ‘Le nuove povertà del Belpaese’, presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Cernobbio.

Secondo i dati dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea), i cittadini della regione che ricevono pacchi alimentari o pasti gratuiti attraverso i canali no profit hanno toccato il massimo negli ultimi tre anni per effetto della crisi economica, con un aumento esponenziale passato dai 163.029 cittadini indigenti del 2010 ai 200.463 del 2012 e ai 228.591 di quest’anno.

Il dato più drammatico – commenta Coldiretti – è quello dei bambini tra 0 e 5 anni di età che per bere latte o mangiare devono ricorrere all’aiuto degli enti assistenziali: in E-R sono 27.251, anche in questo caso in crescita rispetto ai 21.630 bambini dello scorso anno. Più contenuto (circa 24.500), secondo le stime Coldiretti, il numero degli over 65 anziani che per mangiare ricorrono al sostegno pubblico. “E’ la conferma – commenta Coldiretti – che le famiglie con bambini piccoli e gli anziani sono la categoria su cui ha pesato maggiormente la crisi”.

Secondo le elaborazioni di Coldiretti regionale, gli aiuti alimentari promossi da Agea attraverso le sette organizzazioni riconosciute e le loro strutture periferiche (Croce Rossa Italiana, Caritas Italiana, Fondazione Banco Alimentare, Banco delle Opere di Carità, Associazione ‘Sempre insieme per la Pace’, Comunità di Sant’Egidio, Associazione Banco Alimentare Roma) in Emilia Romagna sono circa 6,5 milioni, tra pasti gratuiti in mensa o in residenza e distribuzione di pacchi di prodotti alimentari.

Proprio questi ultimi rappresentano la tipologia di sostegno più richiesta (vi si rivolge circa l’85 per cento del totale degli assistiti), in quanto rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri. Per quanto riguarda la tipologia di cibo offerto, conclude la Coldiretti, i formaggi rappresentano circa il 28% in valore, seguiti da pasta e pastina per bimbi e anziani, che assorbono il 18% del costo, dal latte con il 14%, dai biscotti (12%), dal riso (8), dall’olio di girasole (6), dalla polpa di pomodoro (4) e, a seguire, legumi, confetture e farina.

Questi i numeri delle nuove povertà 2013 in Emilia Romagna: 228.591 cittadini costretti a chiedere aiuto per mangiare; 27.251 bambini tra i 0 e i 5 anni alimentati grazie agli aiuti; +40% l’aumento degli assistiti rispetto al 2010; 6,5 milioni di interventi (pasti, pacchi alimentari); 85% gli indigenti che scelgono i pacchi alimentari come forma di aiuto.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet