Olindo Romano (strage di Erba) nega l’aggressione a un agente penitenziario


PARMA, 25 MAR. 2009 – Olindo Romano, condannato con la moglie Rosa Bazzi all’ergastolo e a tre anni di isolamento diurno per la strage di Erba ha negato di aver aggredito un agente di Polizia penitenziaria nel gennaio scorso nel carcere di Piacenza. Nel corso del suo interrogatorio nel carcere di Parma, dove è stato trasferito dopo l’episodio, l’ex netturbino, assistito dall’avvocato Fabio Schembri, ha risposto alle domande degli agenti della polizia giudiziaria, delegata dal pm di Piacenza che ha aperto un’inchiesta per resistenza a pubblico ufficiale.In sostanza, Olindo ha spiegato di aver solo cercato di fermare con una mano un agente che intendeva togliere un sacchetto di plastica che il detenuto aveva messo sul pavimento per raccogliere l’acqua che pioveva nella cella a causa delle forti piogge. L’uso del sacchetto, a suo dire, era stato autorizzato da altri agenti, così come lo spostamento del letto, sempre perché nella cella pioveva. Durante un’ispezione si è quindi verificato l’alterco. L’avvocato Schembri ha anche sottolineato che, per quanto è di sua conoscenza, non vi è stata una querela da parte dell’agente.

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