Ok raccolta, clienti e utile: Emil Banca vede la ripresa


BOLOGNA, 6 AGO. 2013 – I primi sei mesi del 2013 sono stati i migliori dall’inizio della crisi per Emil Banca, che ha registrato numeri in crescita per raccolta, clienti e utile. Migliora anche la qualità del credito, che resta comunque il principale problema delle banche in questa fase. Anche se il dato sulle sofferenze, in linea con i numeri dell’Abi, continua ad avere un segno positivo, in questi sei mesi, spiega l’istituto di credito cooperativo, ben oltre mille posizioni hanno migliorato il loro grado di rischio e sono diminuite sensibilmente quelle classificate ad andamento anomalo. Segnali che "fanno intravedere, se non una vera e propria inversione di tendenza della crisi economica, almeno i segnali di quella graduale ripresa annunciata dal presidente della Bce, Mario Draghi, per la fine del 2013". I volumi registrati a fine giugno evidenziano con chiarezza la forte dinamicità della banca nel comparto della raccolta diretta che, nonostante il rimborso di un prestito obbligazionario di 30 milioni di euro collocato sui mercati internazionali, è cresciuta, nel semestre, di quasi 37 milioni di euro, grazie anche ai circa 200 nuovi correntisti alla settimana (lo scorso anno la media era di 163). L’analisi del conto economico mostra una sostanziale tenuta del margine di intermediazione, mentre l’utile lordo aziendale del semestre si attesta sui 2,6 milioni di euro, dopo aver accantonato quasi 15 milioni di euro a fronte di eventuali perdite sui crediti. "I risultati positivi della semestrale – spiega il presidente di Emil Banca, Giulio Magagni – sono da ricondurre anche ad un riposizionamento della banca che, come indicato nel piano strategico, si sta ri-orientando verso il target medio-piccolo".Significativo, in questo senso, il dato sugli impieghi che in valore assoluto sono diminuiti di circa 40 milioni di euro (-2,4%), mentre il numero di operazioni di finanziamento concluse è aumentato del 20%. "Il mercato attuale ci impone di essere certamente più selettivi nella concessione dei finanziamenti", osserva il direttore generale Daniele Ravaglia, ma il calo degli impieghi registrato nei primi sei mesi dell’anno "non significa che abbiamo abbandonato le imprese locali. In questo primo semestre, infatti, le pratiche deliberate ammontano a 587 milioni di euro mentre quelle respinte si attestano attorno a 20 milioni di euro, pari ad appena il 3,7% del totale". La Bcc (presente con 48 filiali tra Modena e Bologna) fa il punto anche sul progetto avviato a febbraio assieme al Fei, il Fondo europeo per gli investimenti, che ha permesso ad Emil Banca di dedicare sei milioni di euro al microcredito per lo sviluppo, erogando piccoli prestiti (inferiori a 25.000 euro) per la nascita e la crescita di nuove imprese senza la richiesta di garanzie reali da parte degli imprenditori. In questi pochi mesi sono già stati deliberati più di 60 prestiti per un totale di oltre un milione di euro, circa la metà dei quali sono andati a finanziare la nascita di piccole attività imprenditoriali nei comuni colpiti dal sisma del maggio dello scorso anno.

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