Oice e Ancpl contro Consigli nazionali


Per l’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria aderente a Confindustria e per l’ANCPL-Legacoop, l’inammissibilità dell’emendamento al decreto-legge “Sblocca Italia”, che il Governo aveva proposto per meglio chiarire e per ribadire l’efficacia dei contratti privati delle società di ingegneria a decorrere dal 1997, non tocca in alcun modo un dato incontrovertibile: da 16 anni i contratti privati delle società di ingegneria e delle cooperative sono legittimi. L’operatività delle società di ingegneria nel privato è infatti garantita dalla abrogazione del divieto a svolgere attività professionale in forma di società di cui all’articolo 2 della legge 1815/39 avvenuta nel 1997, nonché da 16 anni di sentenze della Cassazione e della giurisprudenza di merito ed è confermata nei fatti dai dati delle nostre rilevazioni annuali che registrano una quota pari al 40% del fatturato italiano prodotto per committenti privati, in tutti i settori, dai servizi, all’edilizia, all’impiantistica. “La vergognosa e inaccettabile campagna di controinformazione dei presidenti degli Consigli nazionali degli ingegneri e degli architetti e di tutta la Rete delle professioni tecniche, che hanno utilizzato questa vicenda per porre un problema che non esiste, cioè quello del riassetto di regole che funzionano da venti anni chiedendo di riaprire tavoli chiusi all’epoca, la dice lunga sulla loro visione anticoncorrenziale e corporativa: la realtà è che non si danno pace per un flop come quello della legge 183, di cui per le professioni tecniche nessuno, se non loro, sentiva il bisogno”, scrivono Oice e Ancpl in una nota.

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