OI: sì a indicazione d’origine per il pomodoro


“Siamo decisamente a favore dell’introduzione dell’obbligo dell’indicazione di origine in etichetta in Europa anche per il settore del pomodoro da industria, tanto da essere disponibili ad un progetto sperimentale di etichettatura volontaria. Sarebbe una fondamentale forma di tutela verso la produzione Made in Italy, una garanzia ulteriore per il consumatore ed un importante riconoscimento per una filiera di grande qualità come quella del Nord Italia”. Lo dice Tiberio Rabboni, presidente dell’OI Pomodoro da industria del Nord Italia, all’indomani dell’audizione alla Commissione Agricoltura della Camera sul tema dell’etichettatura d’origine. L’OI chiede che a livello europeo sia introdotto l’obbligo di indicazione del Paese di origine della materia prima agricola utilizzata, con la facoltà per i produttori di utilizzare una delle seguenti diciture: “singolo Paese di origine europeo”, se tutta la materia prima giunge da un unico Paese; “origine in Ue”, quando la materia prima agricola proviene da due o più Paesi dell’Ue, ma solo da essi; “origine Extra Ue”, quando anche solo una quota della materia prima proviene da Paesi ExtraUe; “origine in un singolo Paese Extra-Ue” quando la materia prima proviene da uno specifico Paese Extra-Ue. L’OI Pomodoro da Industria del Nord Italia è l’organizzazione interprofessionale che rappresenta il 99% del pomodoro da industria del Nord Italia, pari a circa la metà del pomodoro da industria italiano.

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