Oerlikon: la protesta non chiude per ferie


CENTO (FE), 23 DIC. 2009 – Un Natale di lotta, da trascorrere presidiando i cancelli della propria azienda, con la speranza di poter tornare al lavoro dopo le feste. E’ quello che attende i 220 dipendenti della Oerlikon Graziano di Cento, nel Ferrarese. Il loro obiettivo è scongiurare la chiusura dello stabilimento, l’unico – tra gli otto che la multinazionale possiede in giro per l’Italia – che rischia di essere cancellato. Nato per produrre i trattori Lamborghini, il sito è poi passato alla Fiat negli anni 60, mentre adesso produce ingranaggi."Su otto stabilimenti chiudono solo questo che, fra virgolette, è anche il più efficiente perchè l’ultimo anno ha fatto delle performance abbastanza elevate", denuncia Michele Tagliani della Rsu Oerlikon. Ma, anche se il lavoratori sono giù di morale e l’atmosfera non è delle migliori, il suo collega Gianguido Balboni assicura che "c’è la volontà di lottare per cercare di arrivare quantomeno alla sopravvivenza del sito produttivo". Anche perchè, come spiega Andrea Beccati sempre per conto dell’Rsu, "la direzione ci ha detto che praticamente chiuderà a fine marzo per cessazione del lavoro", dopo che nel 2008 il fatturato è stato di 32 milioni di euro.L’11 gennaio ci sarà un consiglio comunale straordinario per affrontare il caso Oerlikon. E il 19 è previsto l’incontro al ministero a Roma. Ma è quasi tutto il distretto industriale centese a rischio. "La Fiom-Cgil ritiene che nel prossimo biennio 2010-2011, siano a rischio sino a duemila posti di lavoro per quanto riguarda le industrie metalmeccaniche, quindi con delle ripercussioni dal punto di vista sociale assolutamente devastanti", ammette il segretario locale del sindacato Samuele Lodi.  E per evitare il rischio di desertificazione industriale, i dipendenti Oerlikon hanno chiesto nei giorni scorsi a tutta Cento di schierarsi al loro fianco. Prima in piazza guercino e poi  davanti alle fabbriche centesi della via Ferrarese, hanno organizzato un volantinaggio che richiamava la loro mobilitazione.“I lavoratori chiedono alla cittadinanza centese di dare un appoggio in tutte le forme possibili alla loro lotta, che è la lotta per mantenere Cento come città industriale – si legge nel foglio che è stato distribuito -. Per questo tutti devono sapere che bisogna: evitare lo “spegnimento” degli impianti durante le festività natalizie: il rischioè che una volta spenti gli impianti non si riparta più con la produzione; assicurare un percorso di lavoro per i dipendenti più giovani, che non sono tutelati dagli “ammortizzatori sociali”; mantenere tutta l’area di via Ferrarese (VM-Graziano) come zona industriale: questo sarebbe l’unico modo per evitare speculazioni edilizie sull’area; impegnare Comune, Provincia e Regione ad un piano di intervento 2010 a sostegno delle famiglie di cassintegrati-licenziati”.A Cento il settore ingranaggeria motoristica è all’avanguardia e a Roma il 19 gennaio 2010, di fronte al governo, e alla proprietà i sindacati punteranno su questa alta specializzazione per mantenere la produzione a Cento. “Istituzioni e cittadini comuni devono essere consapevoli – afferma Catullo Nalin di Unire la Sinistra – che se la Graziano non difende le sue tecnologie e l’esperienza nel campo dell’ingranaggeria, c’è il rischio che si apra la strada ala desertificazione industriale a Cento”.Contro questa prospettiva, il consigliere comunale di Cento chiede che “sia mantenuta tutta la zona di via Ferrarese come area industriale e come laboratorio per la meccanica fine. Come forza politica presente in consiglio comunale ci battiamo per sostenere la lotta dei dipendenti della Graziano”. Nella seduta consiliare di questo pomeriggio, alle 18, si discuterà il bilancio 2010, all’interno del quale “noi chiediamo – anticipa Nalin – che ci sia uno stanziamento consistente per le famiglie dei lavoratori cassintegrati, in mobilità e licenziati”.

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