Oerlikon, duecento lavoratori sulla strada


CENTO (FE), 7 GEN. 2010 – Due ore di sciopero. Per i 220 dipendenti della Oerlikon di Cento, Ferrara, è la fermata quotidiana per cercare di contrastare il rischio di perdere il proprio posto di lavoro. Insieme, dallo scorso 16 dicembre, escono dallo stabilimento e attraversano ripetutamente la strada sulle strisce pedonali. E’ il loro modo di attirare l’attenzione e protestare contro il piano industriale della multinazionale svizzera che prevede l’interruzione della produzione a Cento entro il primo trimestre di quest’anno e la chiusura definitiva dell’azienda entro il 2011.“Noi abbiamo sempre insistito sul discorso degli investimenti ma l’azienda non ha mai accettato, ha fatto solo un discorso di profitto”, dice Andrea Beccati, della Fiom-Cgil. Fino a tre anni fa la proprietà era della Graziano Trasmissioni di Torino. La Oerlikon ha complessivamente otto stabilimenti in Italia, uno dei quali a Porretta Terme. Duemilasettecento dipendenti, un migliaio in cassa integrazione. Ma la chiusura totale è prevista solo a Cento di Ferrara.“E’ uno stabilimento penalizzato perché è l’unico ancora in affitto, le mura sono ancora della Fiat New Holland di Modena”, spiega Morena Tassinari, Fim-Cisl sottolineando che il lavoro, comunque, non manca. Per questo gli operai nutrono ancora speranza di continuare ognuno al proprio posto.Il prossimo lunedì, l’11 gennaio, i sindacati incontreranno Provincia e Amministrazione comunale. Un consiglio comunale straordinario sarà infatti dedicato alla vertenza Oerlikon. E il 19 è previsto l’incontro al ministero a Roma. Ma è quasi tutto il distretto industriale centese a rischio. “La Fiom-Cgil ritiene che nel biennio 2010-2011, siano a rischio sino a duemila posti di lavoro per quanto riguarda le industrie metalmeccaniche, con ripercussioni dal punto di vista sociale assolutamente devastanti”, ammette il segretario locale del sindacato Samuele Lodi.

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