Odissea Civis, sequestrati 6 veicoli di prova


BOLOGNA, 15 DIC. 2010 – Non c’è pace per il Civis. Il nuovo sistema di trasporto pubblico a guida ottica di Bologna sta nascendo senza dubbio sotto una cattiva stella. Dopo le numerose critiche relative al budget e ai possibili danni arrecati al centro storico cittadino, sono stati sequestrati sei veicoli utilizzati per le prove su strada. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza ha eseguito un decreto emesso dal Procuratore aggiunto della Repubblica Valter Giovannini e dal Pm Antonello Gustapane. E le indagini, tuttora in corso, hanno portato la Procura bolognese a iscrivere nel registro degli indagati i quattro dirigenti che si sono succeduti nel ruolo di legali rappresentanti della società fornitrice – la Irisbus Italia spa di Torino – dal 14 febbraio 2004, data di sottoscrizione del contratto d’appalto. L’accusa è "inadempimento di contratti di pubbliche forniture".L’ipotesi di reato contestata deriva dal fatto che al 12 giugno scorso, data fissata per la consegna delle opere e dei veicoli, la società era risultata inadempiente nei confronti del committente, l’Atc di Bologna. Il sequestro ora disposto dal Pm – spiega la Guardia di Finanza – è finalizzato a consentire ai consulenti tecnici già nominati dalla Procura di verificare la corrispondenza del sistema di guida fornito alla disciplina tecnica dei pubblici trasporti. In questo modo sarà possibile appurare eventuali malfunzionamenti dei veicoli, sulla scorta di quanto segnalato sia dall’Atc e dai suoi autisti, sia dalla Commissione di sicurezza istituita dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, il cui parere è decisivo per l’omologazione su strada dei veicoli. Le indagini si sono sviluppate grazie alla raccolta, da parte delle Fiamme Gialle, delle testimonianze di numerose persone informate sui fatti, in particolare tecnici, autisti e dirigenti.In questa indagine i Comuni di Bologna e San Lazzaro di Savena, alle porte del capoluogo, la Provincia e Atc sono parte offesa. L’inchiesta è partita da un esposto sulla regolarità degli appalti presentato dal deputato Pdl Fabio Garagnani, poi si è estesa ad altri aspetti, come la sicurezza e anche i costi dell’ operazione. Nelle scorse settimane in due occasioni è stato sentito, tra gli altri, dal Pm Gustapane l’ingegnere dell’Atc Fabio Monzali, direttore dei lavori Civis. Parlando a fine novembre con i giornalisti dopo la seconda audizione del magistrato, Monzali aveva riferito che dal 28 giugno scorso, data in cui i lavori del Civis – in base al contratto – avrebbero dovuto essere completati, l’Atc applica per ogni giorno di ritardo una penale di 15.000 euro all’Ati (Associazione temporanea di impresa) di cui è mandataria Irisbus, costruttrice del Civis."Soprattutto perché c’é di mezzo la magistratura io faccio diecimila passi indietro. E’ un problema che riguarda il rapporto tra Irisbus e Atc. Il Comune di Bologna sta alla finestra". E’ la risposta del commissario straordinario Anna Maria Cancellieri alla richiesta di un commento sulla vicenda che ha portato la Procura bolognese ad iscrivere nel registro degli indagati quattro dirigenti della società fornitrice del tram Civis e a sequestrare sei mezzi. "Chiaramente – ha detto a margine di una conferenza stampa – noi abbiamo interesse che i mezzi camminino. Questo fatto della guida è fondamentale, se saltasse tutto sarebbe un problema mica da ridere". Per quanto riguarda la possibilità che le indagini causino ritardi ulteriori al già discusso mezzo, il commissario non si è esposto: "Non ho la sfera di cristallo – ha detto – Lasciamo che la magistratura faccia il suo lavoro".

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