Occupazione, crolla in regione, -2,1%


Al 30 giugno 2013 l’occupazione delle imprese emiliano-romagnole si è ridotta in misura rilevante rispetto al giugno 2012, che segna -2,1%. Lo rende noto Unioncamere Emilia-Romagna con l’aggiornamento a giugno 2013 dell’archivio Smail (Sistema Monitoraggio Annuale sulle Imprese e il Lavoro), sistema informativo sulle imprese attive in Emilia-Romagna con almeno un addetto, attualmente 412mila. Unioncamere fa presente che per Smail i lavoratori in cassa integrazione sono considerati tra gli occupati, pertanto la flessione reale potrebbe essere più elevata. Alla stabilità dei servizi delle “public utilities”, cioè energia elettrica, gas, acqua, gestione rifiuti e reti fognarie (-0,1%), si contrappone l’andamento negativo di tutti gli altri grandi settori, vale a dire l’industria (-2,4%), i servizi (-1,8%), l’agricoltura (-2,2%) e soprattutto le costruzioni (-3,1%).

All’interno del settore industriale, le flessioni più elevate si registrano nei comparti del legno-mobili (-6%), nelle “Altre industrie manifatturiere” (-5%), nel tessile-abbigliamento-calzature (-4,8%) e nella lavorazione dei minerali non metalliferi (-4,2%). L’industria metalmeccanica, che occupa quasi la metà degli addetti dell’industria e si articola in diversi comparti (metallurgia, prodotti in metallo, macchine e apparecchiature elettriche e elettroniche, fabbricazione, installazione e riparazione di macchinari e attrezzature) mostra nel suo insieme un calo dell’1,7%, con andamenti differenziati al suo interno, dove risultano tendenzialmente stabili la fabbricazione e l’installazione di macchinari. Anche altri due settori industriali, vale a dire la chimica-farmaceutica e l’industria alimentare, presentano una situazione di stabilità.ù Nei servizi mostrano variazioni positive l’istruzione (+3,6%), la sanità e assistenza sociale (+1,2%), l’informatica e le telecomunicazioni (+0,7%) e i servizi avanzati (+0,4%). A differenza di quanto accadeva fino allo scorso anno, anche la ristorazione segna il passo, perdendo negli ultimi 12 mesi il 4,4% dei relativi addetti. Oltre a essa e ai servizi di alloggio (-4,9%), registrano un segno negativo anche le attività ricreative, culturali e altri servizi alle persone (-3,4%), i trasporti e i servizi dei media e della comunicazione (-2,1% in entrambi i casi). Risultano più contenute le flessioni del commercio e dei servizi finanziari (-1,5/1,6%); stabili i servizi operativi. Il turismo, la ristorazione e i servizi connessi (in particolare le attività ricreative e culturali) sono stati negativamente influenzati dall’andamento climatico del periodo (temperature sotto la norma e tempo instabile), oltre che naturalmente dalla generale riduzione dei consumi. Tra giugno 2012 e giugno 2013, la componente dipendente dell’occupazione presenta un andamento peggiore di quello complessivo, con una flessione del 2,8%. Esaminando inoltre il quinquennio giugno 2008-giugno 2013, che consente di valutare gli effetti complessivi della lunga crisi che stiamo vivendo sull’economia regionale, si rileva il forte calo dell’occupazione industriale (-11%) e delle costruzioni (-13%), mentre l’agricoltura ha perso il 3% dei propri addetti. Tali contrazioni sono state in parte compensate dall’aumento dei servizi (+2%, dovuto però interamente alla ristorazione) e delle Public Utilities (+4%). Nel complesso del periodo, l’occupazione in Emilia-Romagna si è ridotta del 5% escludendo la ristorazione (-3,8% se si considera anche questo settore, i cui aumenti erano presumibilmente dovuti all’utilizzo di un maggior numero di addetti impiegati per brevi periodi).

L’occupazione a Modena segna -1,7% rispetto alla stessa data del 2012, contro una flessione media regionale del -2,1% (dati al 30 giugno 2013). Alla lieve crescita delle “public utilities”, cioè energia elettrica, gas, acqua, gestione rifiuti e reti fognarie (+1%) e alla stabilità delle costruzioni (+0,2%) si contrappone l’andamento negativo dell’industria (-2,4%), dei servizi (-1,6%) e dell’agricoltura (-0,8%).

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