Occupazione, bene in Emilia Romagna


Bologna è seconda, dietro Bolzano, per tasso di occupazione – dati Istat, con il 71,8% degli occupati e la disoccupazione a 5,4%. Modena quarta, con 68,8% e 6,6%, quarta Parma, ottava Forlì-Cesena, , nona Reggio Emilia, diciottesima e diciannovesima Ravenna e Ferrara, Piacenza 21esime e Rimini 55esima. “E’ la prova – sottolinea Umberto Venturi, presidente della CNA di Modena – del contributo che le piccole imprese danno all’occupazione, quella reale, quella solida. Imprese che, però, spesso non hanno la dignità che meritano. Ad esempio, sul versante degli incentivi, spesso progettati sulla base di soglie minime di investimenti che sono ben al di sotto delle possibilità delle pmi.  Invece queste imprese avrebbero bisogno di aiuti, visto che dal 2009 a fine 2015 l’Albo delle imprese artigiane ha conosciuto un calo di 2.783 unità, quasi 400 all’anno. In molti casi si tratta di imprese che cessano per un problema di trasmissione aziendale. Sotto questo profilo CNA ha più volte richiesto l’approvazione di misure fiscali, peraltro già individuate, che possono agevolare il passaggio di imprese e di competenze che altrimenti rischierebbero di andare irrimediabilmente perdute. Ma servono anche aiuti più immediati e concreti. Oggi sentiamo parlare spesso di start up innovative, di spin off universitari. Crediamo necessario concentrarsi anche su imprese più tradizionali, che magari fanno innovazione approssimativamente, in modo poco istituzionalizzato, ma che di certo contribuiscono ancora oggi in modo determinante al benessere del nostro territorio. Pochi anni fa queste politiche di sostegno si basavano su insediamenti agevolati – i cosiddetti Pip – di credito. Oggi, invece, l’aiuto può essere declinato in infrastrutture informatiche, sicurezza. Insomma, se parliamo solo di Industria 4.0, per quanto questa sia importante per il futuro del Paese, rischiamo di lasciare per strada pezzi importanti della nostra economia”.

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