“Occhio ai media”, contro il razzismo nell’informazione


FERRARA, 1 FEB. 2009 – Occhio ai media. E’ con questo avvertimento come motto che una decina di associazioni si sono ruinite a Ferrara per affrontare il problema della comunicazione "avvelenata" sul tema della convivenza tra le culture. Tutte insieme hanno dato vita a un comitato che si propone di raccogliere segnalazioni di interi articoli o anche semplici espressioni dal sapore razzista o xenofono che appaiono sui media italiani. Spinte dalla convinzione che "la stampa italiana è piena di dettagli che in altri paesi sarebbero considerati incitamento all’odio razziale", queste associazioni invitano i lettori a inviare al sito internet www.occhioaimedia.org. A guidarle, è la "Carta di Roma", un documento voluto dalle organizzazioni dei giornalisti per autoregolamentare il "trattamento delle informazioni concernenti i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti nel territorio della Repubblica Italiana ed altrove". Per far conoscere il neonato comitato "Occhio ai media", ieri è stata organizzata una tavola rotonda nella cittadina estense. All’incontro, intitolato "Io razzista? … la stampa italiana in una società multietnica", sono interventuti alcuni addetti ai lavori. Tra di loro c’era Gerardo Bombonato, presidente regionale dell’Ordine dei Giornalisti, per il quale "la parola più odiosa del dizionario del razzismo democratico è extracomunitario. Parola che non si usa mai per un americano,uno svizzero o un australiano". La tavola rotonda è stata l’occasione per riflettere sul difficile mestiere di giornalista."Noi non trasmettiamo solo la notizia – avverte Peter Popham, corrispondente dell’Independent -, con ogni parola comunichiamo valori. E l’emozione più forte di tutte è la paura". Anche secondo Tahar Lamri, collaboratore di Internazionale, chi ha il compito di informare deve guardare alla verità e non stimolare emozioni viscerali: "I giornali devono essere i cani da guardia della democrazia". Ed è proprio per aiutarli in questa missione che è nato il comitato "Occhio ai media".

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