Nuovo impianto per Inalca: produrrà biomasse


MODENA, 23 NOV. 2011 – Aveva formalmente reso pubblico il progetto lo scorso 31 agosto in occasione dell’avvio della procedura per la Valutazione di Impatto Ambientale, e ora Inalca comncia a metterlo in pratica. Il principale operatore italiano nel settore delle carni bovine, che fa parte del Gruppo Cremonini, ha richiesto infatti le autorizzazioni alle autorità competenti per la realizzazione di un impianto per la valorizzazione energetica di biomasse di origine animale, derivanti da scarti dell’attività di macellazione, da realizzarsi all’interno dello stabilimento di Castelvetro di Modena. L’iter dell’approvazione richiederà diversi mesi e in questo periodo sarà possibile informare adeguatamente le comunità coinvolte sui notevoli vantaggi ambientali del nuovo impianto. Il nuovo impianto consiste in un sistema avanzato di valorizzazione completa ed articolata delle biomasse. E’ previsto, infatti, il trattamento preliminare delle biomasse tramite bollitura ed il successivo utilizzo della sola frazione grassa come combustibile in due moderni motori a scoppio per la cogenerazione. Si tratta della versione più avanzata ed efficiente degli analoghi motori alimentati a metano esistenti e funzionanti da oltre 15 anni presso tutti gli stabilimenti Inalca per la produzione di calore ed energia elettrica. In tal modo sarà possibile ridurre il consumo energetico degli impianti, migliorandone l’efficienza mediante la contemporanea produzione di elettricità e calore ed utilizzando una fonte rinnovabile al posto del metano.In altri termini, il progetto permetterà di raggiungere lo scopo principale del recupero interno delle biomasse non commestibili provenienti dagli stabilimenti del gruppo, producendo energia elettrica da fonte rinnovabile, evitando al contempo costose e inefficienti forme di smaltimento presso stabilimenti esterni al gruppo. Per l’impianto è previsto un investimento di oltre 6 milioni di Euro. Il dimensionamento (3,5 ton/h di biomasse, equivalenti a 84 ton/gg) è stato concepito per i soli fabbisogni interni dell’Inalca. Il nuovo cogeneratore alimentato da fonte rinnovabile avrà una potenza installata di 5 MW elettrici per una produzione di oltre 20.000 MWh e permetterà un abbattimento di oltre il 10% delle emissioni di CO2, pari a una riduzione di circa 8.000 tonnellate di anidride carbonica immesse nell’atmosfera all’anno.Trattandosi di produzione di energia da fonte interamente rinnovabile, l’impianto permetterà di garantire un corretto utilizzo dei certificati verdi. E’ importante sottolineare come in questo caso l’energia verde si ottiene da prodotti comunque destinati allo smaltimento, al contrario di altri impianti che sottraggono prodotti idonei ad entrare nella catena alimentare utilizzandoli a scopi energetici (es. mais). Le biomasse che verranno usate per il nuovo impianto per legge non possono avere altri utilizzi: in base ai regolamenti comunitari vigenti, queste biomasse possono essere destinate al solo utilizzo energetico. Non sono ammesse altre forme di recupero, né per cibo di animali domestici, né per agricoltura o altri usi tecnici.Il progetto del nuovo impianto di Castelvetro si inserisce nello sforzo di Inalca per lo sviluppo sostenibile che costituisce un fattore reale di sviluppo in termini di efficienza e competitività dell’impresa e non può prescindere da fattori economici. Le principali direttrici di questo impegno riguardano l’efficienza energetica e l’autoproduzione di energia (cogenerazione), l’utilizzo delle fonti rinnovabili ottenute dal recupero di scarti e sottoprodotti (produzione di biogas) e il miglioramento del ciclo di vita dei prodotti (LCA – Life Cycle Assessment).Una tappa molto importante di questo processo è stata l’inaugurazione a fine 2010, nello stabilimento di Ospedaletto Lodigiano (Lodi), di un nuovo impianto di Biogas destinato alla produzione di energia da fonti rinnovabili costituite principalmente da biomasse e da sottoprodotti della macellazione. Grazie a queste attività, il 9 novembre 2011 Inalca è stata premiata da Coop come “fornitore virtuoso che nell’ultimo triennio ha migliorato l’indice di efficienza (ovvero la quantità di anidride carbonica necessaria per realizzare un chilo di prodotto)” nell’ambito del progetto “Coop for Kyoto”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet