Nuovo codice della strada: il no degli autotrasportatori


BOLOGNA, 13 SET. 2010 – Gli autotrasportatori emiliano-romagnoli sono sul piede di guerra. La CNA-FITA, che ne riunisce 8000, guida a loro nome una protesta contro la modifica al Codice della Strada, che si appresta a varcare i confini regionali per diventare un problema a livello nazionale. Il motivo? La cancellazione della normativa precedente, che consentiva il pagamento entro 60 giorni o l’eventuale ricorso delle sanzioni, e l’introduzione dell’obbligo, per quattro delle infrazioni più frequenti, del pagamento al momento del controllo su strada, pena il fermo amministrativo immediato del veicolo. L’Associazione ha chiesto che la norma venga rivista e nel contempo ha attivato i propri legali per impostare una causa pilota che porti al pronunciamento di incostituzionalità.“I problemi pratici ed operativi sono evidenti a tutti – spiega Cinzia Franchini, imprenditrice modenese e presidente regionale di CNA-FITA – Infatti sia gli operatori di polizia addetti ai controlli stradali, sia gli autotrasportatori, si troveranno a dover gestire in strada e a tutte le ore del giorno e della notte, importanti somme di denaro in contanti, visto che nel frattempo le sanzioni sono state anche aumentate.” Già oggi la categoria e costantemente esposta a furti e rischi di ogni genere. Figuriamoci dunque cosa accadrà – prosegue la presidente di CNA-FITA – “se ogni conducente dovrà girare, peraltro cosa nota a tutti, sul camion con una dotazione di contanti al fine di pagare le sanzioni sul posto”. Ma il vero problema non è neppure questo. Bensì il fatto che la norma sia palesemente incostituzionale. Qui è in gioco l’esercizio del diritto alla difesa, che deve essere invece riconosciuto a qualsiasi cittadino. Secondo la FITA, infatti, a fronte di una contestazione il conducente ha due possibilità: pagare immediatamente per evitare il fermo del veicolo, ma in questo caso non potrà in seguito presentare alcun ricorso, oppure versare una consistente cauzione, anche questa immediatamente sul posto, se intende fare ricorso. Come è possibile, si chiedono gli autotrasportatori di CNA-FITA,  che, magari alle due di notte, in strada, un conducente che potrebbe anche non essere il titolare dell’azienda, possa valutare e decidere se è proponibile il Ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace?  La discriminante più grossa si crea fra chi ha la disponibilità economica immediata per versare la cauzione e chi questa possibilità non l’ha, e a questa condizione è subordinato il diritto alla difesa. “Premesso che – conclude Cinzia Franchini – la sicurezza su strada è un bene prezioso per tutti, in primo luogo per coloro che su strada trascorrono la maggior parte della propria vita lavorativa, come i trasportatori, non si può non evidenziare che le recenti modifiche al Codice della Strada siano particolarmente vessatorie nei confronti della categoria degli autotrasportatori". "Le nostre imprese sono iscritte all’Albo Trasporti e per legge hanno un preposto, sono iscritte alla Camera di Commercio. Che problema c’è a pagare presso un Ufficio Postale entro il termine di 60 giorni come accadeva prima? – si chiede il segretario emiliano-romagnolo di CNA-FITA – Se l’obiettivo era quello di evitare che le imprese straniere potessero raggirare la legge e non pagare le contravvenzioni, bastava lasciare le cose come stavano, visto che per i conducenti stranieri quest’obbligo esisteva già dal 2007!”

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