Nuovi treni, vecchi problemi


©Trc-TelemodenaVIGNOLA (MO), 12 NOV. 2010 – Dalla tranvia, alla storica littorina sino al nuovo treno Atr 220, arrivato oggi per la prima volta in stazione. Per la centenaria ferroviaria Vignola-Bologna, una svolta epocale. Anche perché dal 2004 quando la tratta fu riattivata, i tanti pendolari che ogni giorno raggiungo il capoluogo dalla città delle ciliegie si erano dovuti accontentare di vecchi convogli scomodi e maleodoranti. Il treno Atr 220, invece, garantisce un comfort di prim’ordine, nonostante l’alimentazione sia ancora diesel. "Seppur in ritardo – ha commentato Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente e alla Mobilità – gli impegni presi sono stati rispettati. Da qui all’entrata in vigore del nuovo orario invernale dovrebbero entrare in funzione su questa linea altri convogli analoghi a questo".A suggellare l’evento, a Vignola sono finalmente iniziati anche i lavori, a mano, del demanio per mettere in sicurezza i capannoni dismessi dell’abbandonata ferrovia per Modena, la cui pericolosità aveva costretto l’amministrazione a chiudere ormai da due anni un tratto della ciclabile e di via Nazario Sauro. Soddisfatti anche i pendolari che pure rilevano come non tutti i problemi siano risolti: la stazione di Zola centro è ancora chiusa, a Bazzano e in altre fermate problemi strutturali impediscono l’accesso ai disabili e soprattutto il nuovo treno ha solo 120 posti a sedere e c’è il concreto rischio che nelle ore di punta debbano essere utilizzati i vecchi convogli. "Per per quanto se ne possa dire male, il vecchio convoglio aveva un numero superiore di posti", spiega Giancarlo Bondi dell’Associazione Pendolari Vignola-Bologna.Dei tagli del governo agli enti locali, che influiranno immancabilmente sul trasporto pubblico, ha parlato Alfredo Peri, assessore regionale ai Trasporti. "Mentre noi stiamo scalando la montagna della qualità dei servizi pubblici – ha detto Peri – c’è qualcuno che ci bastona le gambe e ci riporta indietro. Noi questo sforzo non lo diminuiremo, però è chiaro che dovremo tutti quanti fare i conti con una dinamica nazionale che è assolutamente in contraddizione col nostro lavoro".

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