Nuovi assunti nella scuola: l’elemosina della Gelmini


6 AGO. 2009 – Sembra un grosso numero: 8.000 docenti che diventano di ruolo. E’ il risultato del via libera dato dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini al reclutamento degli insegnanti che da precari diventeranno, a partire col prossimo anno scolastico, assunti in pianta stabile. Un "gruppone" che però, essendo su scala nazionale, così cospicuo non è. Se lo si spalma su tutte le regioni vediamo che in Emilia-Romagna saranno 616 gli insegnanti che diventeranno di ruolo. La regione è settima in Italia, dopo Lombardia (1.115), Campania (980), Lazio (843), Sicilia (693), Puglia (647) e Piemonte (625).Questo risicato esercito di 616 neo assunti a tempo indeterminato è così suddiviso a livello provinciale 161 insegnanti a Bologna, 113 a Modena, 68 a Parma, 60 a Reggio Emilia, 55 a Ravenna, 52 a Ferrara, 46 a Piacenza, 31 a Forlì-Cesena e 30 a Rimini. Visti gli esigui numeri a cui si arriva alla fine della catena, considerando che si tratta anche di dividere queste nuove assunzioni tra ben tre ordini di scuole, elementari, medie e superiori, è fuori luogo parlare di rinforzi. "Insegnanti in più? Solo l’ennesima bufala del governo" chiosano la deputata Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd nella commissione Istruzione della Camera, e la senatrice Mariangela Bastico, responsabile nazionale scuola del Pd. "Non è vero che l’Emilia-Romagna avrà 616 insegnanti in più, come sostiene trionfalisticamente il governo. Si tratta invece di precari stabilizzati, a fronte delle 1637 cattedre tagliate dal ministro Gelmini nella nostra Regione (oltre 42 mila in tutta Italia solo per quest’anno)", affermano le due parlamentari in una nota congiunta."E’ l’ennesima bufala del governo – aggiungono – che serve a nascondere il pesante attacco all’occupazione e alla qualità della didattica condotto da questa maggioranza di centrodestra. Una vera e propria beffa se si considera che quest’anno la popolazione scolastica dell’Emilia-Romagna è cresciuta di circa 10 mila unità e sono previsti non meno di 30 mila pensionamenti in tutta Italia. "Anche i precari hanno poco da stare allegri", sostengono Bastico e Ghizzoni. "L’ultima Finanziaria del governo Prodi prevedeva un piano straordinario per l’immissione in ruolo di ben 150 mila insegnanti in tre anni, altro che gli 8 mila di quest’anno. E quella norma, oltretutto, non è mai stata abrogata. La verità – concludono le parlamentari del Pd – è che, dietro i giochi di prestigio di un ministro che dà i numeri, prosegue l’azione sistematica di smantellamento della scuola pubblica".Convinto a fare chiarezza sulle (striminzite) dimensioni delle nuove immissioni in ruolo nel mondo della scuola è anche l’assessore regionale Giovanni Sedioli. “Sui numeri della scuola da parte del Ministero si sta creando confusione, spero non ad arte. I 616 insegnanti in più per l’Emilia-Romagna di cui ha dato annuncio nei giorni scorsi il ministro Gelmini sono in realtà stabilizzazioni di personale precario, non altro”, riferisce Sedioli. “I tagli per ora restano così come purtroppo erano stati programmati, con tutti i danni conseguenti. Il prossimo anno scolastico in Emilia-Romagna ci saranno 1.637 insegnanti in meno, nonostante gli oltre 7 mila alunni in più rispetto all’anno scolastico appena concluso – spiega Sedioli – E’ sicuramente buona cosa che il precariato degli insegnanti venga ridotto, ma questo non deve essere confuso col tema della dotazione degli organici. Tra l’altro – aggiunge – i numeri di immissioni di ruolo di insegnanti precari di cui si parla, sia a livello regionale che nazionale, sono ben lontani dalle necessità complessive”. "La situazione della scuola in Emilia-Romagna continua ad essere critica – conclude Sedioli – chiediamo al Governo di riconsiderare i pesanti tagli e di garantire il corretto funzionamento del sistema scolastico”.

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