Nucleare. “L’indicazione dei siti prima delle regionali”


BOLOGNA, 4 FEB. 2010 – Sul nucleare il governo è deciso ad andare avanti senza indugi. E poco gli importa il no di quasi tutte le regioni italiane. Solo la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto sembrano disposte a ospitare siti su cui far sorgere le future centrali. Ma dall’inizio dell’anno sono undici le amministrazioni, tra cui l’Emilia-Romagna, che hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale rilevando profili di incostituzionalità nelle procedure previste dall’esecutivo per la definizione dei siti e per i processi autorizzativi delle centrali. Un’arma, il ricorso alla Consulta, usata ora anche dal governo, che oggi ha impugnato tre leggi regionali, votate da Puglia, Campania e Basilicata per impedire la costruzione di centrali sul loro territorio. Il ministro Scajola ha commentato la decisione definendola necessaria a evitare pericolosi precedenti. Secondo il ministro dello Sviluppo non è possibile che a livello regionale si vadano a bloccare decisioni nazionali riguardanti la politica energetica del paese."Il ‘contro-ricorso’ del governo contro tre Regioni aggiunge solo confusione" è il parere di Vasco Errani presidente della Conferenza delle Regioni e governatore dell’Emilia-Romagna. Secondo Errani a innescare il conflitto istituzionale in atto è stato proprio il governo: "Non é così – ha sottolineato – che si fanno le scelte importanti per il Paese."Ora il governo abbia il coraggio di indicare i siti dove intende intervenire con impianti nucleari e lo faccia prima delle elezioni di marzo". E’ la sfida lanciata da Vasco Errani, che ha sottolineato come il nucleare di terza generazione sia "vecchio e insostenibile per gli alti costi ambientali ed economici".

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