November Porc: come ti strolgo lo strolghino


ZIBELLO (PR), 19 NOV. 2009 – Una specialità da primato. Non solo per il sapore, ma anche per le dimensioni. Torna a Zibello la preparazione dello strolghino più lungo. Il tipico salame della bassa parmense è il protagonista del terzo weekend di “November Porc". Speriamo ci sia la nebbia” la manifestazione organizzata dalla Strada del Culatello di Zibello assieme a quattro località che hanno fatto del maiale un loro punto di riferimento. Il nome strolghino deriva da “strolga” ovvero da strega, intesa però come indovina. Questo perché il sottile salame, fatto con gli scarti della preparazione del culattello, veniva un tempo utilizzato per prevedere l’andamento della stagionatura dei salumi di pezzatura maggiore. La preparazione dello strolghino più lungo (lo scorso anno fu di 500 metri e nel 2003 si guadagnò il Guinness dei Primati), è in programma domenica 22 novembre a partire dalle 11 e 30. Norcini anziani e giovani si impegneranno a fondo per insaccare l’enorme serpentone che sarà servito nel pomeriggio, affettato e cotto alla piastra e distribuito gratuitamente a tutti i presenti.La tappa a Zibello di November Porc si intitola “Piaceri e delizie alla Corte di Re Culatello” e inizia sabato 21 alle 15 con l’apertura del mercato di prodotti tipici dei Presidi Slow Food e delle Città dei Sapori con la partecipazione delle eccellenze agroalimentari d’Italia. Nella bella Contrada Pallavicino, che mantiene il fascino rinascimentale, e nel Chiostro dell’ex Convento dei Domenicani, si potranno trovare i prodotti della migliore salumeria italiana oltre a specialità alimentari di nicchia (fra cui prosciutto San Daniele, olio del Garda, salumi umbri), assieme ai protagonisti della tradizione della Bassa parmense, quali il Culatello di Zibello, la Spalla Cruda di Palasone, la Spalla Cotta di San Secondo, il Parmigiano Reggiano ed il vino Fortana del Taro. Da ricordare che la nebbia cui si riferisce il sottotitolo della manifestazione è una delle principali componenti (assieme al caldo torrido dell’estate) che rendono unico il Culatello lavorato e stagionato in zona e gli conferiscono il marchio DOP, inoltre rende “magica” l’atmosfera della Bassa e delle località che sono “tappa” della rassegna.

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