Novellara, paese sotto choc dopo l’uccisione del messo comunale


NOVELLARA (RE), 18 FEB. 2009 – Novellara è un paese sotto choc. Gli abitanti del centro della Bassa si interrogano su quanto accaduto nel pomeriggio di ieri in piazza Unità d’Italia, in pieno centro storico. Intorno alle 16.30, Raul Becchi, dipendente comunale di 62 anni, figura conosciutissima e apprezzata da tutti, è stato ucciso con cinque colpi di pistola da Carmelo Signorino, 57enne di origine siciliana da tempo trasferitosi a Novellara. Raul Becchi stava camminando sotto i portici insieme ad alcuni amici quando è stato affrontato da Signorino, che gli ha puntato contro una pistola calibro 7.65 e ha fatto fuoco. Il messo comunale è stato raggiunto all’addome da cinque colpi ravvicinati che hanno causato ferite gravissime. Dopo alcuni istanti di sbigottimento, gli amici di Becchi hanno bloccato l’omicida, riuscendo prima a strappargli di mano l’arma quindi a consegnarlo a vigili urbani e carabinieri subito intervenuti. Becchi, in fin di vita, è stato soccorso da un’ambulanza e portato all’ospedale di Reggio. Al Santa Maria Nuova i medici hanno tentato un disperato intervento, risultato purtroppo inutile. Il 62enne è morto dopo circa mezz’ora.Raul Becchi era una persona molto conosciuta e stimata a Novellara, per il suo lavoro di messo comunale ma anche per il carattere gentile e disponibile. Residente in paese e padre di due figli, Marianna e Mirko, Becchi era sposato con Anna Bernabò, da anni affetta da una grave forma di sclerosi multipla che la costringe ad aver bisogno dell’assistenza della famiglia. Ed era proprio il marito che si era preso cura di lei. Proprio da Telereggio, tempo fa, la signora aveva chiesto all’allora ministro della salute Livia Turco di interessarsi alla situazione dei malati nelle sue stesse condizioni. A Novellara la famiglia Becchi abita vicino a quella dell’omicida Carmelo Signorino. 57 anni, originario di Favara (in provincia di Agrigento) dove ancora ha la residenza ufficiale, l’uomo si è trasferito nel paese della bassa reggiana insieme alla moglie, bidella nelle scuole elementari del paese, per stare vicino alle due figlie e al figlio, tutti sposati. L’uomo, per anni rappresentante di libri poi commerciante, aveva da tempo manifestato un forte disagio psichico e una vera e propria paranoia: si sentiva perseguitato e spiato. Più volte aveva aggredito verbalmente varie persone in vista di Novellara: il sindaco Daoli, il maresciallo dei carabinieri Barberisi, l’avvocato Carletti e lo stesso Becchi. Tanto che era anche partita una segnalazione alle forze dell’ordine. Alla luce di tutto questo risulta ancora più inspiegabile il fatto che Carmelo Signorino fosse regolarmente in possesso di un porto d’armi e detenesse una pistola. La stessa con la quale ieri ha ucciso Raul Becchi.

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