Burani, interrogatorio di garanzia per padre e figlio

Walter e Giovanni hanno risposto a Milano alle domande del gip D'Arcangelo. Per loro è stata la prima occasione di difendersi dall'accusa di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio dopo l'arresto di mercoledì
Il Palazzo di Giustizia di Milano

MILANO, 30 LUG. 2010 - Interrogatorio di garanzia davanti al gip Fabrizio D'Arcangelo oggi per Giovanni e Walter Burani, arrestati mercoledì nell'ambito dell'inchiesta dei pm di Milano Luigi Orsi e Mauro Clerici sul crac del gruppo di moda. Il primo è stato sentito per circa due ore stamattina nel Palazzo di Giustizia del capoluogo lombardo, il secondo invece ha risposto alle domande del giudice nel pomeriggio per circa un'ora e mezza "e ha fornito chiarimenti sulle ragioni e la natura dell'opa e sulle operazioni di cessioni dei marchi", ha riferito il suo avvocato Romano Corsi.

In particolare, secondo il legale, a differenza di quanto prospettato dagli inquirenti,
l'opa del 2008 sul 15% di Mariella Burani Fashion Group lanciata dalla controllate olandese Bdh "non è stata fatta per tenere alto il titolo ma per creare le condizioni per ottenere liquidità". Al tempo, secondo Corsi, "c'era l'interessamento per l'azienda da parte di investitori arabi in Qatar e a Dubai". "C'era la possibilità di cedere una quota di minoranza" ma poi l'ipotesi sarebbe sfumata perché "quando é iniziata l'operazione è iniziata anche la crisi e i contatti sono svaniti".

Oggetto di esame dell'interrogatorio di Walter Burani anche "l'aspetto delle banche",
e in particolare il finanziamento di Centrobanca di quasi 46 milioni di euro con cui è stato finanziata buona parte dell'operazione (costata 82 milioni di euro). "C'era l'aspettativa di un finanziamento maggiore, poi Centrobanca si è tirata indietro" ha detto il suo legale. Per quanto riguarda infine la presunta esistenza di un 'tesoretto' estero dei Burani, Corsi ha detto che "non se ne è parlato" e il tema potrebbe essere oggetto di approfondimento domani quando i Burani saranno interrogati dai pm.

L'avvocato Stefano Borella, che difende Giovanni Burani assieme a Giovanni Dedola,
ha parlato invece dell'altro interrogatorio, in cui si é affrontato "il quadro generale delle accuse, senza entrare nel merito delle singole operazioni finanziarie e delle contestazioni". Domani, però il figlio di Walter e Mariella è atteso dal pm Orsi per un nuovo interrogatorio, concordato tra accusa e difesa. Borella ha voluto precisare che questo colloquio potrebbe essere utile "per chiarire al più presto la vicenda" e che con il pubblico ministero potrebbe essere affrontato anche il tema di un presunto 'tesoretto' all'estero.

 


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