Iride-Enia, arriva il via libera

Anche Torino, dopo una settimana di polemiche con Genova, ha approvato il progetto di fusione. Nasce la terza multiutility italiana, un gruppo che conta più di 4 milioni di utenti

1 MAG. 2009 - L'assemblea degli azionisti di Iride ha approvato, ieri a Torino, il progetto di fusione per incorporazione con Enia, che darà vita a una delle più importanti multiutility italiane, la terza dopo A2A e Acea. Il via libera dei soci ha messo fine a una settimana ricca di polemiche politiche, con l'approvazione sofferta dei consigli comunali di Genova e Torino.
L'assemblea ha avuto oggi, all'inizio, due periodi di sospensione affinché i legali potessero verificare le eventuali conseguenze della "leggera smagliatura, del tutto casuale - ha spiegato il presidente Roberto Bazzano - tra i testi delle delibere dei consigli comunali di Genova e Torino".

Il progetto di integrazione tra Iride ed Enia darà vita a un gruppo con oltre 1,7 milioni di clienti serviti nel settore energetico e oltre 2,4 milioni nel ciclo idrico e ambientale con ricavi, consolidati pro-forma sui risultati 2008, pari a 3.837 milioni di euro. Il rapporto di cambio è di 4,2 azioni Iride ogni azione Enia.
I principali punti di forza dell'aggregazione sono rappresentati dalla complementarità nei settori dell'energia elettrica e del gas e dalla capacità di ulteriore sviluppo nel settore dell'energia; dalla leadership nazionale nella cogenerazione e nel teleriscaldamento, dalla posizione di rilievo - terzo operatore nazionale - nei servizi idrici e ambientali.
Il consiglio di amministrazione della nuova società sarà composto da 13 membri, di cui due rappresentanti della minoranza, e da un comitato esecutivo composto dal presidente del consiglio di amministrazione, dal vice presidente, dall'amministratore delegato e dal dal direttore generale. Su proposta della Fsu, la finanziaria che è azionista di maggioranza di Iride, l'assemblea ha approvato una modifica allo statuto post-fusione con un nuovo comma all'articolo 41 (Disposizioni transitorie) "finalizzato a rendere operativa la nuova governance e a consentire il rinnovo dell'organo amministrativo immediatamente dopo il perfezionamento della fusione".

 


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