Non è una crisi per vecchi


22 GEN. 2010 – Ferrara la provincia più vecchia dell’Emilia-Romagna, nel senso del numero di anziani che la popolano. Insieme alle persone, ad essere invecchiate sono anche le imprese, come confermano gli ultimi dati della Camera di Commercio riguardanti l’Albo delle imprese artigiane: alla fine dello scorso settembre, gli imprenditori con oltre 70 anni di erano l’11,1%, il 3,7% in più rispetto a cinque anni fa. E nello stesso arco di tempo sono diminuiti di quasi un quinto gli imprenditori sotto i 29 anni di età. "Mettendo insieme questi due dati risulta chiara la necessità di dare maggiore propulsione al cambiamento generazionale della struttura produttiva". A parlare è Corradino Merli, direttore provinciale della Cna Ferrarese nonché vice presidente della Camera di commercio della città estense. Secondo Merli i giovani e cambiamento sono le parole chiave da cui dipende l’uscita dalla crisi. Per questo a Ferrara l’ultimo Meeting dell’Innovazione, un evento organizzato da Cna che si tiene da sei anni, è stato dedicato alle nuove leve dell’imprenditoria, soprattutto a quelle che devono ancora formarsi. "Non c’è dubbio che debbano essere loro il motore dell’innovazione, soprattutto in una provincia come la nostra che è la più matura in regione".Non c’è però il rischio di illudere i giovani, mostrando tutto questo entusiasmo nei loro confronti?La nostra associazione non vuole solo avvicinare i giovani al mondo dell’impresa, vuole anche affiancarli dando loro più chance di vincere la sfida competitiva. Tant’è che durante i loro primi tre anni di vita le giovani imprese associate a Cna hanno il 10% di probabilità in meno di sparire dal mercato rispetto all’universo delle imprese dell’artigianato. Anche ai sindaci abbiamo chiesto di sostenere i giovani che vogliono fare impresa, detassando, ad esempio, le loro attività dei primi tre anni di vita. Un segnale positivo che non vuole illudere i giovani sono i 100 mila euro stanziati dalla Camera di Commercio per lo sturt up di nuove imprese. Come Cna, poi, cerchiamo di mettere a disposizione dei giovani tutte le nostre strutture, dalla nostra cooperativa di garanzia, Unifidi, che è una delle più grandi in Italia, al nostro ente di formazione Ecipal. Abbiamo inoltre istituito un servizio, CreaImpresa, che affianca i giovani nel loro percorso da imprenditori.A Ferrara gli imprenditori oltre a essere i più anziani sono anche i più preoccupati dalla crisi…Sì, è quanto emerge da un sondaggio curato dalla Cna, che ha segnalato un alto tasso di sfiducia nei confronti di una possibile ripresa. E’ così emerso che gli imprenditori ferraresi sono tra i meno fiduciosi sui tempi, in pratica circa il 75% degli intervistati non ha ancora avvertito segnali apprezzabili di miglioramento. Ma la sfiducia che abbiamo notato non è tanto nelle proprie capacità imprenditoriali, quanto nelle scelte che servono per uscire dalla crisi. C’è diffidenza nei confronti della classe dirigente chiamata a decidere.I dati dell’indagine Trender, nei primi sei mesi del 2009 a Ferrara si è registrata una consistente flessione di fatturato: -22,82%E’ una delle facce della crisi, l’altra è che un quarto dei dipendenti delle imprese nostre associate sono in cassa integrazione oppure beneficiano degli ammortizzatori messi a disposizione degli enti bilaterali. E’ chiaro che quando un imprenditore sospende le attività dei propri lavoratori lo fa in attesa di una ripresa dell’economia. Se non arrivano segnali a riguardo più consistenti degli attuali, il passo successivo è la scomparsa dell’impresa stessa.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet