Non cancelliamo i servizi sociali e l’assistenza


BOLOGNA, 23 GIU. 2011 – Tremonti deve colpire i privilegi, non i servizi sociali e l’assistenza. E’ questo uno degli appelli lanciati alla manifestazione organizzata davanti alla sede della Regione a Bologna dal Forum del terzo settore, dall’Anffas regionale (Associazione Nazionale Famiglie di persone con disabilità), dal coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza (Cnca), e dalla Fish, (Federazione italiana per il superamento dell’handicap).L’iniziativa fa parte della mobilitazione nazionale contro i tagli al welfare operati dal governo. Dal 2008 a oggi la riduzione decisa dall’esecutivo è stata pari all’87% delle risorse destinate alle politiche sociali. "Alla Regione e agli enti locali chiediamo un’alleanza, perché si affermi una diversa cultura e una diversa distribuzione delle risorse proprio a partire dagli svantaggiati", spiega in modo vivace Giovanni Melli, portavoce del forum regionale del terzo settore.COSA DICE L’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI"Finora abbiamo retto e fatto fronte ai tagli ma con la nuova manovra i servizi sociali e sanitari sono a rischio", così Teresa Marzocchi, assessore regionale al Welfare, introduce il problema. "Qui non di tagli si parla, ma di cancellare. C’è da decidere cosa salvare". Marzocchi ha sottolineato come "la manovra dello scorso anno, la manovra attuale, che si annuncia anch’essa pesantissima, la crisi economica, stanno mettendo fortemente a rischio nel nostro Paese la sopravvivenza stessa del sistema di welfare.Questa Regione non permetterà che vengano azzerati servizi essenziali per i cittadini. Siamo qui tutti insieme per dire che il welfare è azzerato: qui come a Roma per dire che questo non è uno stato di civiltà. Una situazione così grave non si era mai verificata prima". L’assessore regionale ha ricordato, infine la tradizione di "integrazione", in Emilia-Romagna e la "strenua difesa" dei servizi e ha aggiunto che i cittadini "chiedono fatti, che non sono la filosofia della sussidiarietà del ministro Sacconi".

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