Nomisma, segnali positivi sul mercato immobiliare


Un “timido miglioramento” per i 13 mercati immobiliari intermedi – quelli di Ancona, Bergamo, Brescia, Livorno, Messina, Modena, Novara, Parma, Perugia, Salerno, Taranto, Trieste e Verona – su cui pesa inesorabilmente, per il futuro, la “componente creditizia”. A inquadrare così il settore del mattone in 13 città di media dimensione è l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare di marzo, curato da Nomisma “L’incertezza che caratterizza l’attuale congiuntura economica e le strategie allocative del sistema bancario – si legge in una nota dell’istituto bolognese – espongono il settore immobiliare a fluttuazioni all’interno di un quadro che, in alcune sue componenti, si mostra in tendenziale miglioramento”. Seppur molto legato alla “componente creditizia” il cui peso, secondo Nomisma, appare “decisivo” per una ripresa del settore e il rafforzamento di un cammino “che si preannuncia comunque lento e non privo di insidie”.

 
A giudizio di Nomisma “se nei maggiori mercati italiani qualche segnale di cambiamento si è manifestato nel corso della seconda metà del 2013, anche nei 13 mercati intermedi si scorgono i primi segnali di inversione del ciclo, che possono essere ragionevolmente ascritti ai primi mesi dell’anno in corso. Le compravendite di immobili hanno subito una forte contrazione nel 2012, alla quale ha fatto seguito un nuovo calo, di entità decisamente minore, nel 2013. Si tratta di una tendenza comune a tutti i mercati urbani, sia metropolitani sia provinciali”. Negli ultimi cinque anni, osserva ancora Nomisma, “in Italia il mercato delle compravendite si è ridimensionato del 41% nel settore residenziale (vale a dire 280.900 transazioni in meno, mediamente 56.200 all’anno) e del 46% per quello degli immobili destinati al terziario e al commercio. La lettura d’insieme – viene sottolineato ancora – è di progressivo esaurimento della forte spinta recessiva e di graduale stabilizzazione del mercato su quantità che, rispetto al periodo pre-crisi, si sono ridimensionate tra il 40-50%. Se all’interno del segmento residenziale dei maggiori mercati è possibile percepire l’interruzione della tendenza negativa – chiosa la nota – nei 13 mercati intermedi si percepisce una debole inversione di segno.

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