Nomisma monitora i servizi pubblici locali: su i ricavi


BOLOGNA, 3 DIC. 2012 – Sale il fatturato delle imprese nazionali attive nel settore dei servizi pubblici locali. E’ quanto emerge dal "Rapporto Nomisma 2012 sui Servizi Pubblici Locali": secondo le stime dell’istituto bolognese le 558 imprese pubbliche censite hanno registrato complessivamente, nel 2011, ricavi pari a 35,3 miliardi di euro, in crescita dell’1,2% sull’ anno precedente. In base allo studio – che prende in esame il periodo 2008-2011 – lo scorso anno, diversamente dal recente passato, peggiorano la marginalità delle gestioni, con un risultato operativo di 2 miliardi di euro (-14,6% sui 2,3 miliardi del 2010) e gli investimenti, risultati pari a 3,6 miliardi, in calo del 5% sui 3,7 dell’anno prima. Nella ricerca, che prende in considerazione imprese pubbliche di proprietà totale o parziale degli enti locali attive in comparti come acqua, rifiuti, energia elettrica e gas e trasporto pubblico locale, emerge un ritorno sul risultato (Roe) pari all’1,4% (era del 4,7% nel 2010) mentre il ritorno sul capitale investito si è attestato al 2,6% (3,2% nel 2010); il rapporto tra investimenti e valore della produzione è risultato pari al 9,3% (9,6% nel 2010). Quanto al capitale investito netto, spiega Nomisma, questo supera i 13,2 miliardi di euro: il 36% arriva dalle società quotate, il 26,3% dalle multi utility e il 22,6% da aziende del settore idrico.Dal punto di vista della distribuzione delle imprese pubbliche locali per macro aree geografiche, la ricerca di Nomisma evidenzia una prevalenza delle aziende pubbliche nelle regioni del Nord sia sul fronte della numerosità, sia su quello del valore della produzione. Nel dettaglio, il valore della produzione nel Settentrione è risultato pari al 73% del totale, contro il 19,4% del Centro e il 7,5% del Sud. Quanto alla numerosità delle imprese, il Nord fa segnare un dato pari al 61% contro il 19,5% del Centro e del Sud del Paese. Questi numeri, osserva lo studio di dell’istituto bolognese, mostrano come "la gestione dei servizi pubblici in forma imprenditoriale riguardi, ancora oggi, le aree più industrializzate del Paese nelle quali si è poi sviluppata la tendenza a processi di integrazione, di aggregazione e di estensione delle aree di business". Rispetto al tema del servizio pubblico locale – osserva alla presentazione dello studio Pietro Modiano, presidente di Nomisma – "bisogna smettere di avere un approccio ideologico". Anche perché, aggiunge alludendo alla vicenda della quotazione in Borsa di Sea a Milano, "se manca un punto di vista condiviso, é difficile fare operazioni".Invece, sottolinea, "la finanza locale" avrebbe "bisogno di dividendi che le imprese faticano a produrre essendo vincolate alle tariffe". Definite un "meccanismo infernale". Ad ogni modo, puntualizza Modiano, dalla ricerca emerge come ci sia "del buono ovunque: si può fare e si può rimediare all’azione penalizzante della normativa" in materia. "In questo Paese – aggiunge il presidente di Nomisma – manca una corretta visione delle best practice: dobbiamo cominciare a far circolare tutto ciò che c’é di buono e – chiosa – ciò che è stato fatto in questo settore in tutte le dimensioni di impresa e assetti societari"."In questa regione, anche in questo settore segniamo qualche punto a favore" sul fronte "della buona gestione, di gestioni economiche efficienti e di un buon rapporto con la cittadinanza", ha aggiunto Modiano. "I servizi pubblici locali in Emilia-Romagna hanno dato un buon esempio anche di come ci si possa organizzare sotto il profilo finanziario ed economico e degli assetti societari. Qui – ha aggiunto Modiano – abbiamo dei buoni esempi: senza ideologia, le cose che funzionano bisogna riconoscere e farne degli esempi generalizzati" da proporre a livello nazionale. "In Italia – ha sottolineato ancora – ci sono realtà che funzionano bene e non hanno grandi problemi economici e realtà in grossa difficoltà in un quadro ovviamente di ristrettezze: non c’é abbondanza da nessuna parte – ha chiosato – e tutto è difficile"

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