Nomisma, le cooperative crescono dell’8,6%


“La distribuzione settoriale del numero di imprese cooperative italiane durante la crisi mostra un bilancio positivo: i dati raccolti evidenziano una maggiore crescita del numero di cooperative (+8,6%) rispetto ad altre forme di impresa (+1,3%)”. Lo evidenzia Luigi Scarola, responsabile del settore Politica industriale e sviluppo territoriale di Nomisma), commentando lo studio dal titolo: L’impresa cooperativa: posizionamento e prospettive. La ricerca di Nomisma, promossa da Cattolica Assicurazioni, sarà presentata, nell’ambito del terzo festival della Dottrina Sociale a Verona, all’interno del convegno “Quale futuro per l’impresa cooperativa”.

Da uno studio comparato delle performance, tra 2007 e 2012, delle imprese cooperative e delle società per azioni (oltre 70mila bilanci analizzati) emerge – spiega Scarola – un incremento del giro di affari delle Coop (+23,5%) maggiore rispetto alle omologhe Spa (+7,9%), evidenziando la migliore risposta delle prime ai due shock recessivi che hanno colpito l’economia nazionale tra 2008 e 2009 e tra il 2011 e il 2012. Ma non sono soltanto i dati sulla consistenza numerica e sui ricavi delle vendite a caratterizzare positivamente l’evoluzione recente delle cooperative: in una fase di forte tensioni nel mondo del lavoro, si riscontra una maggiore tenuta dei livelli occupazionali, unita a minori processi di delocalizzazioni all’estero, ravvisando un’attenzione concreta nei confronti della tenuta sociale del Paese.

I costi del personale sono aumentati tra il 2007 e il 2012 (+23,4%) nelle cooperative in maniera proporzionale rispetto all’incremento dei volumi di affari, il che sta ad indicare che l’aumento di fatturato è stato prevalentemente impiegato per sostenere l’occupazione. Se queste tendenze verranno confermate anche per l’anno in corso, che ”si prospetta ancora una volta negativo sul versante macroeconomico, lo scenario post-crisi – conclude Scarola – sarà caratterizzato da una presenza cooperativa più rilevante. È un’occasione per rilanciare, in una fase di crisi occupazionale, l’idea cooperativa anche nelle componenti giovanili della popolazione. Si presentano dunque nuove sfide per la cooperazione italiana, chiamata a ragionare su temi quali la governance di impresa, i legami con il territorio e le opportunità offerte dalla crescita dimensionale e dai mercati esteri”.

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