Nomisma: su fiducia pesa timore del futuro


Alla luce del dato pubblicato oggi dall’Istat che che vede a gennaio un calo da 116,5 a 115,5 punti, “la flessione del clima di fiducia dei consumatori sembra essere frutto di un’incertezza condizionata più dalle attese sullo scenario futuro del paese che dalla situazione attuale”. E’ quanto sostiene, in una nota, Lucio Poma responsabile Scientifico dell’Area Industria e Innovazione di Nomisma. Nel dettaglio, osserva, “il calo del clima di fiducia dei consumatori è imputabile soprattutto al peggioramento delle attese sulla situazione economica del paese e sull’occupazione che hanno effetti sul clima di fiducia economico”. Tuttavia, argomenta l’esponente di Nomisma, “si registra invece un miglioramento dei giudizi sulla situazione economica e sul clima di fiducia personale e corrente. Migliora anche il giudizio sul bilancio familiare e sulla opportunità attuale di risparmio, ma non sulle possibilità future di risparmio che registrano un peggioramento”. Quanto al all’indice composito del clima di fiducia delle imprese, questo, sottolinea Poma, registra “una contrazione più marcata da 108,7 a 105,6, da imputare quasi interamente alle imprese dei servizi turistici e a quelle della grande distribuzione. Resta pressoché stabile il clima di fiducia delle imprese manifatturiere proseguendo un percorso di forte stabilità dell’indice di fiducia iniziato a settembre 2017. Una nota positiva – conclude Poma – la consegna la crescita marcata (+5 punti) del clima di fiducia delle imprese di costruzione di edifici: un comparto che ha sofferto molto più degli altri la crisi”.

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