Nomisma: “Crolla business intelligence”


“La caduta del 4,0% del mercato dell’Information Technology in Italia rispetto ad un trend positivo per l’Europa, non va attribuita ad una contrazione del numero di imprese interessate ai processi di informatizzazione, ma alla loro disponibilità economica”. Lo si legge nel terzo rapporto Nomisma sulla business intelligence (Bi), cioè l’insieme di processi aziendali per raccogliere dati ed analizzare informazioni strategiche. Rispetto al 2010 si è allargato il bacino di imprese che spendono in software e servizi informatici (dal 70,9% al 79,6%), ma si è ridotta la loro capacità di spesa (quasi i due terzi delle imprese spende l’1-2% del fatturato).
A leggere in rapporto si scopre infatti che nella maggioranza d’imprese che non utilizzano questi sistemi ci sono due trend opposti: aumenta infatti la percentuale di chi non conosce in maniera approfondita tali strumenti, ma crolla anche drasticamente il numero delle aziende (dal 41,7% al 13,7%) che non li ritengono necessari. Quindi, è la deduzione, la diminuzione della richiesta di Bi non è dovuta tanto ad un giudizio di irrilevanza, quanto a problemi strutturali: primo fra tutto i costi troppo elevati (65%) e tecnologie troppo complesse per gli addetti (23%).

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