Nomine Hera, il Pd modenese contro il sindaco Pighi


©Trc-TelemodenaMODENA, 28 MAR. 2011 – “Un’occasione mancata” con queste parole oggi il segretario provinciale del Pd Davide Baruffi ribadisce, da una parte, le proprie critiche alla scelta del sindaco Pighi di confermare nel consiglio di amministrazione di Hera Mara Bernardini e Giorgio Razzoli, ma, dall’altra, circoscrive la portata della mancata sintonia tra partito di maggioranza e amministrazione comunale al caso specifico. Le ragioni del mancato sostegno ai due attuali rappresentanti di Modena nella ex municipalizzata sono di due ordini: il partito si è dato da tempo il limite del doppio mandato per ogni ruolo, dopo di chè occorre “scendere”; in questo momento, inoltre, secondo Baruffi, occorreva fare scelte che tenessero in maggior conto le ragioni del territorio e quelle dello sviluppo futuro del profilo industriale di Hera. Ma quanto è profondo il solco che divide il Partito democratico dalla Giunta guidata da Pighi? Baruffi invita a non ingigantire quelli che sono comunque posizioni diverse.La replica del sindacoE il sindaco di Modena Giorgio Pighi risponde ricordando che sulla sua decisione non sono arrivate solo critiche, ma anche complimenti come quello dell’Ordine di commercialisti. Visti, infatti, gli anni e le sfide che abbiamo davanti, ricorda Pighi, l’efficienza anche finanziaria del gruppo Hera è fondamentale anche per gli interessi del territorio modenese, e in questo senso sia le competenze di Razzoli che quelle della Bernardini sono una garanzia. Quanto ai bisogni degli utenti, anche la qualità dei servizi erogati dipende direttamente dall’efficienza finanziaria dell’azienda.Le critiche del Comune di SassuoloE le nomine nel Cda di Hera hanno creato scontento anche nell’amministrazione di Sassuolo che, con l’uscita di Giovanelli, di fatto ha perso un rappresentante del proprio territorio. Al suo posto, infatti, è stato designato, dall’Assemblea dei sindaci, il commercialista di Vignola Luca Mandrioli. Sia il sindaco di Sassuolo Caselli che il vice-sindaco Menani parlano di “interessi di bottega e di accordi politici” che hanno prevalso sulle giuste istanze della popolazione.

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