Nome e logo: il Canada scippa il Prosciutto di Parma


BRUXELLES, 7 MAG. 2012 –  Dopo aver usurpato la denominazione del Prosciutto di Parma Dop, il Canada si appresta ora a scippare anche il suo logo: la corona ducale con al centro il nome Parma. La Corte federale del Canada – indicano all’Ansa fonti comunitarie – ha infatti respinto il ricorso del Consorzio del Prosciutto di Parma aprendo la strada, alla società che detiene in Canada il marchio "Parma", ad appropriarsi anche del logo originale. Il Consorzio farà opposizione. La Commissione Ue è stata informata e segue il dossier, mentre il Consorzio ha già annunciato che si opporrà alla decisione.In Canada, la storia del "Prosciutto di Parma Dop", è la storia di un eccellenza Made in Italy il cui nome da diversi decenni è stato usurpato da una società canadese che ha registrato nel Paese il marchio "Parma" e quindi può regolarmente commercializzarlo. La conseguenza è che il vero "Prosciutto di Parma" Dop non può essere venduto in Canada. Ma per essere comunque presente su quell’importante mercato, il prodotto italiano viene venduto con il nome "Prosciutto originale”, e sugli scaffali dei negozi si trova acconto al "Parma" canadese, senza poter portare il suo vero nome. Negli ultimi anni tuttavia, il Consorzio aveva realizzato un punto a suo favore ottenendo dalle autorità canadesi il riconoscimento di "autorità pubblica" potendo così impedire (via la sezione 9 della legge sui marchi) la registrazione della sua immagine: la corona ducale con al centro il nome Parma. La proprietà del marchio ‘Parma’ è attualmente della società canadese Maple Leaf Foods, la più grande industria alimentare del Paese, che non si accontenta più del nome, ma vuole anche il logo del prosciutto originale. Il contenzioso è giunto davanti alla Corte federale a Ottawa che si è pronunciata sostenendo – precisano le fonti – che "effettivamente il Consorzio non può essere considerato secondo la legge canadese come un’autorità pubblica" e quindi perde il beneficio di godere della sezione 9 della legge sui marchi, che ha permesso fino ad oggi al Consorzio di bloccare la registrazione della propria immagine da parte di altri. Un consigliere del Consorzio contattato dall’Ansa, ha ricordato che quanto avviene in Canada "é contrario alle regole all’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto), dove vige il principio che tutti devono essere trattati sullo stesso piede di legalità. Il Consorzio farà opposizione".

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