No Gelmini. Tutto pronto per le lezioni in Piazza Grande


©Trc-TelemodenaMODENA, 29 NOV. 2010 – Dal Cern di Ginevra, dove i dottorandi e ricercatori italiani sono saliti sul tetto del più grande laboratorio al mondo di fisica per esprimere solidarietà ai loro colleghi contro il disegno di legge Gelmini, alla zona rossa dell’Aquila, occupata stamattina dagli studenti. La protesta del mondo dell’università cresce e si intensifica in vista del voto decisivo di domani alla Camera.Anche a Modena, stamattina, nell’aula magna del rettorato gli studenti di Lettere e filosofia hanno organizzato un’assemblea per analizzare gli aspetti della legge che più li preoccupano: il taglio di risorse al fondo di finanziamento ordinario e al diritto allo studio, l’inevitabile accorpamento dal prossimo anno di molti corsi di studio per far quadrare i conti e, di conseguenza, l’ingresso forzato di capitali privati nell’università pubblica. Gli studenti si sono confrontati con docenti e ricercatori e hanno deciso di proseguire le assemblee nel pomeriggio, in vista della lezione di domani mattina alle 11 in Piazza Grande, per sensibilizzare tutti i modenesi sulla difficile situazione dell’università e sulle preoccupazioni per il futuro che assillano i giovani italiani."Più tagli vuol dire maggiori probabilità che aumentino le tasse", dice Paolo Bignardi rappresentante degli studenti della facoltà di Lettere e Filosofia. "Di conseguenza l’università non sarà più paritaria, esisteranno invece università di serie A e di serie B. Le prime potranno contare su fondazioni private che le finanzieranno, altre invece non potranno. Non ci sarà più un’unità territoriale universitaria e la ricerca non sarà più libera perché i privati promuoveranno solo determinati segmenti, mentre noi siamo per una ricerca libera e autonoma".

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