No alla controriforma del diritto del lavoro


26 APR. 2010 – Diritto del lavoro sotto attacco. Nonostante la mancata firma di Napolitano al disegno di legge delega sul lavoro approvato dal Senato, l’offensiva contro conquiste costate decenni di lotte continua. Le modifiche al provvedimento non rispondono infatti alle osservazioni critiche mosse dal capo dello Stato. Ne è convinta la Cgil che per dire no a quella che si può considerare una controriforma del diritto e del processo del lavoro ha organizzato presidi in tutta Italia. Tra gli aspetti più controversi delle nuove disposizioni governative, la possibilità data a datore di lavoro e dipendente di accordarsi nell’affidare all’arbitrato (cioè a un procedimento privato) eventuali controversie, anziché ricorrere al giudice del lavoro.Gli ultimi emendamenti approvati hanno stabilito che la via arbitrale non riguarderà i licenziamenti e potrà essere sottoscritta soltanto dopo il periodo di prova. La Cgil chiede invece che il lavoratore possa decidere al momento del contenzioso e che il giudizio non sia semplicemente in equità, ma secondo quanto previsto da leggi e contratti collettivi.A Reggio Emilia l’iniziativa si è svolta in corso Garibaldi davanti alla prefettura. “Viene sovvertito l’impianto Costituzionale dell’attuale diritto del lavoro. Non c’è più il riconoscimento del fatto che esiste una parte più debole, il lavoratore, che necessita di maggiori tutele. Il diritto del lavoro è ridotto alla stregua del comune diritto commerciale. Si è di fronte alla progressiva sostituzione della contrattazione collettiva con la contrattazione individuale. Ed, infine, viene meno il ruolo dei giudici del lavoro a garanzia della corretta applicazione della norma di legge” ha detto Mirto Bassoli, segretario generale della Cgil reggiana rivolgendosi ai numerosi presenti.Per manifestare a Bologna la Cgil si è data appuntamento in piazza Roosevelt. "Vogliamo esercitare una pressione che viene dalla società, verso le istituzioni, in un chiave anche di pressione positiva di proposte nostre in modo tale che si sventi il tentativo di far compiere al nostro Paese un salto all’indietro, negli anni ’50, quando cioè si poteva licenziare la persona con un solo gesto della mano", ha spiegato il segretario generale della Cgil Bologna Cesare Melloni.Mercoledì 28 riprende il dibattito parlamentare. La Cgil manifesterà davanti alla Camera annunciando nuove iniziative nel caso al testo non vengano apportati cambiamenti sostanziali. Più di 300 giuslavoristi hanno sottoscritto un appello al Parlamento per stralciare le norme relative ad arbitrato, licenziamenti e contratti certificati.

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