“No all’Election day”


ROMA, 4 FEB. 2010 – A Palazzo d’Accursio aspettavano con ansia il Consiglio dei ministri in programma stamattina, perchè all’ordine del giorno c’era da decidere il futuro di Bologna. E da Roma, per bocca del ministro dell’Interno Roberto Maroni, è arrivata la conferma che la città resterà senza sindaco più del previsto. L’esecutivo ha detto no all’election day e dunque il 28 e 29 marzo di voterà solo per le regionali. Per quanto rigurada le elezioni comunali, bidognerà attendere qualche mese, o addirittura un intero anno. "Se non ci sarà un intervento del Parlamento, con un provvedimento ad hoc, che permetta a Bologna e ad altri 4 comuni un turno supplettivo di elezioni entro la primavera, Bologna andrà al voto nel 2011". Lo ha affermato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni al termine del Consiglio dei ministri.Il titolare del Viminale dà la colpa al ritardo delle dimissioni di Delbono. Inoltre, aggiunge, "un intervento del governo con un decreto legge non è possibile. La decisione – sottolinea- è suffragata dall’Avvocatura dello Stato e da alcuni pareri precedenti che dicono che non si può intervenire con un decreto per ridurre i tempi dopo le dimissioni".In assenza di un intervento delle Camere, la guida del Comune verrà quindi affidata ad un commissario. Maroni ha fatto sapere che è sua intenzione nominarlo il 18 febbraio."E’ una vergogna vedere lo scarica barile del Governo che non sa decidere a fronte di un sindaco e di un Consiglio comunale che con rapidità ha messo la città in condizione di votare in breve tempo. Serve una data del voto in tempi assolutamente ravvicinati". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, attacca la scelta del Governo e le dichiarazioni di Maroni. "Il Governo non faccia scarica barile – afferma Bersani – e decida per una data ravvicinata del voto. Ci sono tutte le condizioni per votare presto e il Pd in queste ore assumerà un’iniziativa per una norma che fissi la data".

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