No ai tagli del governo alla conoscenza


BOLOGNA 17 NOV. 2010 – Un corteo di duemila persone che si snoda da piazza San Francesco lungo le vie del centro di Bologna. E’ un’altra mattina di mobilitazione per gli studenti del capoluogo, chiamati alla protesta in occasione della giornata internazionale dello studente. Una data che viene dopo pochi giorni dall’assegnazione da parte della Gelmini di 225 milioni alle scuole parificate e alla vigilia dell’approdo in Parlamento del ddl Gelmini che tanto preoccupa il mondo dell’università.Per le strade di Bologna studenti delle superiori e dell’università insieme. Perché se è vero che i problemi dei primi possono relativamente interessare ai secondi è sicuramente con grande apprensione che chi è nella scuola dell’obbligo guarda al futuro. Difficile pianificare un percorso formativo se mancano risorse da destinare al diritto allo studio. E anche la questione del livello dell’offerta formativa non è meno rilevante della possibilità di accedere a borse di studio e alloggi in studentati. Per ora da affrontare, alle superiori, c’è il problema del sovraffollamento delle aule (fino a 32 per classe) e degli edifici che a volte sono fatiscenti. Oltre agli studenti, in piazza ci sono i precari dell’istruzione. Coloro che da anni vanno avanti a suon di contratti a tempo determinato. Come i docenti delle medie e delle superiori, che, se per quest’anno una cattedra l’hanno avuta, all’inizio del prossimo settembre così potrebbe non essere. Sconfortati anche i ricercatori universitari, in attesa che il voto di domani in Parlamento sul disegno di legge Gelmini renda più chiaro il loro futuro.Tra i lavoratori della conoscenza in corteo oggi anche gli aderenti alla Flc Cgil. Mille, solo a Bologna, i posti che sono venuti a meno tra i docenti negli ultimi due anni. Una delegazione del sindacato ha incontrato il prefetto "per far presente al governo – ha spiegato Sandra Foster, segretario provinciale della Flc – che la scuola, l’ateneo e gli enti di ricerca di Bologna non ce la possono fare con la terza tranche di tagli previsti dalla legge 133"

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